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20 settembre 2018, Aggiornato alle 12,53
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Porti Ue esonerati (in parte) dagli aiuti di Stato

Potranno spendere fino a 150 milioni di euro senza cadere sotto indagine. La Commissione: "Così gli Stati spendono più velocemente"


Gli investimenti fino a 150 milioni di euro per i porti e fino a 50 milioni per quelli interni saranno esonerati dalle indagini sugli Aiuti di Stato. Lo ha stabilito la Commissione Ue che ha approvato oggi nuove regole per facilitare gli investimenti e la realizzazione delle opere, spesso bloccate proprio per eccesso di burocrazia, in particolare sugli aiuti di Stato. Si alza l'asticella anche per gli aeroporti, che saranno liberi di investire se movimentano fino a un massimo di 3 milioni di passeggeri l'anno, pari a 420 aeroporti presenti nei 28 Stati membri (13 per cento del traffico aereo). Autorizzata anche una copertura totale per le spese di funzionamento degli aeroporti da 200 mila passeggeri l'anno che costituiscono la metà degli aeroporti europei ma appena lo 0,75 per cento del traffico. Questi ultimi centri, spiega la Commissione Ue in una nota, «non possono essere talmente renumerativi da falsare la concorrenza con gli aeroporti grandi ma – con questa copertura totale – possono giocare un ruolo importante per migliorare la connettività dei cittadini Ue». 

Per quanto riguarda i porti, le spese includono anche lavori di dragaggio. I 150 milioni e i 50 milioni «non sono negoziabili», precisa la Commissione. Un'asticella alzata per «facilitare gli investimenti pubblici», «chiarire le regole, semplificare le procedure e permettere agli Stati membri di spendere i fondi più velocemente».

Gli aiuti di Stato creano spesso problemi lì dove, al termine dell'indagine, non si riscontrano. E sono tante le indagini, troppe come giudicato stesso da Bruxelles in più di un'occasione, per essere giustificati. La Commissione però ci tiene a precisare che «la maggioranza degli investimenti pubblici non causano questi problemi», cioè non vanno sotto indagine, e che l'avversione per questo tipo di indagini non deve esagerare: «Se non ci fossero criteri per aiuti di Stato i finanziamenti europei sarebbero del tutto fuori controllo». 
 
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Nella foto, Violeta Bulc, Commissario europeo per i Trasporti nella Commissione Juncker 

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