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02 dicembre 2022, Aggiornato alle 13,21
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Politiche marittime

Porti Sardegna, troppi consulenti esterni

Lo rileva la Corte dei conti approvando la gestione economica 2020 dell'autorità di sistema portuale. 364 mila euro di spese consultorie esterne, di cui 114 mila euro di soli avvocati

Il fronte mare di Cagliari

Una riscossione crediti da rendere più veloce e tempestiva, ma soprattutto troppi consulenti esterni, specialmente nel settore legale. La Corte dei conti ha approvato la gestione 2020 dell'Autorità di sistema portuale della Sardegna (Cagliari, Olbia, Golfo Aranci, Porto Torres, Oristano, Santa Teresa, Portovesme e Arbatax.

Leggi la delibera

Le spese generali per la consulenza ammontano a circa 364 mila euro, di cui la parte legale conta spese per 114 mila euro.  Un fenomeno che riflette anche il sovraffollamento dei contenziosi tipico della pubblica amministrazione, che ha quindi generalmente bisogno di una forza lavoro notevole.

I residui attivi e passivi dell'esercizio raggiungono quota 58,5 milioni. Sono stati eliminati 9,539 euro di residui attivi e 2,73 milioni di residui passivi. Residui più che raddoppiati rispetto al 2019 che rivela la necessità, ha osservato la Corte, «di procedere celermente alle riscossioni e ai pagamenti, incrementando la realizzazione delle opere programmate e, per quanto attiene ai residui degli anni precedenti, di valutarne l'effettiva attualità ed esigibilità, per il loro mantenimento nelle scritture contabili».

La gestione economica nel 2020 si è chiusa con un disavanzo finanziario di 10,1 milioni, derivante dal saldo negativo delle poste in conto capitale, pari a 32,5 milioni, non interamente coperto dal saldo corrente, pari a circa 22,4 milioni. L'avanzo di amministrazione ammonta a 356,5 milioni, di cui 252,4 vincolati e 104 milioni disponibili. L'avanzo economico si attesta a 16,7 milioni, il patrimonio netto a 382,3 milioni.  

La movimentazione merci nel 2020 (38,3 milioni di tonnellate) è in calo del 17,1 per cento sul 2019 (46,3 milioni di tonnellate). Si è ridotto anche il numero di contenitori movimentati dal porto di Cagliari (-54,8% sul 2019), il cui polo di trasbordo è inattivo da diversi anni. 

Infine, per l'elevato ricorso al sistema dell'affidamento diretto sul fronte contratti, la Corte ha rimarcato, anche per quelli di modesto importo e al di sotto della soglia comunitaria (comunque rilevanti), «il rispetto dei principi generali di economicità, efficacia, libera concorrenza, trasparenza, pubblicità e, soprattutto, rotazione, per assicurare l'effettiva possibilità di partecipazione delle micro, piccole e medie imprese».