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Porto di Napoli
15 gennaio 2019, Aggiornato alle 17,10
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Infrastrutture

Porti, il piano triennale di Napoli e Salerno in dodici punti

A Napoli ritorna la ferrovia, si assaggia un po' di waterfront e si riordinano gli spazi. Salerno, più piccola e virtuosa, deve ampliare l'imboccatura. Dragaggi fondamentali per entrambi


di Paolo Bosso

Il presidente dell'Autorità di sistema portuale (Adsp) del Tirreno centrale, Pietro Spirito, ha riassunto, nel corso di un incontro pubblico, in una dozzina di punti il Piano operativo triennale (Pot) 2017-2019 dei porti di Napoli, Salerno e Castellammare di Stabia.
 
1. Adeguare il porto a navi più grandi
«Fino a un massimo di 14 mila teu, oltre non c'è mercato per questo porto», precisa Spirito. Ciò significa principalmente dragaggi per entrambi i porti con inoltre l'allargamento dell'imboccatura per Salerno. 

2. Ferrovie
«Napoli Traccia non ha futuro, è in un'area urbanizzata con binari di formazione al massimo di 350 metri. Con Rfi stiamo studiando un collegamento tra la darsena di Levante e la rete nazionale con binari da 750 metri». È questa, nelle parole di Spirito, l'idea dell'Adsp per collegare finalmente il porto con gli interporti di Nola e Marcianise. Nei giorni scorsi c'è stato un accordo con Rete Ferroviaria Italiana in questa prospettiva. L'Adsp vorrebbe, entro fine luglio, presentare uno studio di fattibilità.
 
3. Retroporto
Raggiungere una quota intermodale di quasi un terzo. Con le strutture attuali il porto di Napoli può fare massimo il 5 per cento, ma con le opere ferroviarie, secondo Spirito, «l'obiettivo è alla portata».

4. Waterfront
Anche di questo, come per i dragaggi, Informazioni Marittime ha realizzato recentemente degli approfondimenti. Sostanzialmente è la realizzazione di una nuova stazione marittima per gli aliscafi del Beverello. Il 2 maggio la Conferenza dei servizi valuterà il progetto. L'Adsp prevede un'opera da 28 milioni di euro e vorrebbe andare in gara entro l'anno per essere pronti alle Universiadi del 2019.

5. Cantieristica
Vent'anni fa nell'area cantieristica e riparazioni navali del porto di Napoli, compreso indotto, lavoravano 20 mila operai, oggi il numero è un decimo, duemila. È chiaro quindi che il rilancio della cantieristica non è il ritorno ai fasti di un tempo ma, realisticamente, il salvataggio del cantiere di Castellammare di Stabia che, pur essendo uscito dalla cassa integrazione, non ha futuro se non nella realizzazione di pezzi di navi da ultimare altrove. Fincantieri garantisce, a parole, di puntare sul polo campano, per l'Adsp la questione si gioca su una politica industriale da fare con Regione Campania e Cassa Depositi e Prestiti.

6. Autostrade del mare
Su questo Salerno ha più margini di crescita, sia perché ha gli spazi più razionalizzati sia perché ha uno degli armatori più forti del mondo, Grimaldi, che opera da se ed è interessato ad investire, come detto prima, in un nuovo multipiano.

7. Servizi diretti internazionali
In una parola: «bisogna guardare al Marocco», secondo Spirito.

8. Crocieristica
Quest'anno e il prossimo sono stati definiti una "stagione di ripiegamento". Le compagnie programmano ogni due anni e nel 2015, all'indomani delle primavere arabe del Nord Africa, avevano deciso di spostare qualche toccata altrove. Così oggi il calo delle crociere a Napoli risente di cause geopolitiche oggi praticamente non più esistenti.

9. Yacht e Megayacht
Una parola, anzi due: Castellammare di Stabia. Ovvero il rilancio di un piccolo ma remunerativo settore.

10. Portualità turistica
Qui se ne riparlerà quando sarà finito il cantiere della metro di piazza Municipio la cui stazione si chiamerà "porto".

11. Greenport
Un deposito di gas naturale liquefatto. Entro fine anno l'Adsp vuole lanciare una manifestazione d'interesse. Un'opera che in una prospettiva futura potrebbe essere necessaria. Dal 2020, in concomitanza con nuove regole ambientali mondiali per le navi mercantili, le navi da crociera e i traghetti tenderanno a viaggiare con questo tipo di combustibile molto più che in passato.

12. Smart port
L'Adsp ha dovuto ricorrere a un consulente esterno per i processi di informatizzazione dell'ente pubblico e delle attività portuali. Il porto di Napoli, si sa, non è molto smart. Un'intelligenza che, al di là dello slogan, si traduce, sostanzialmente, nello sportello unico doganale che ancora non c'è. Spirito l'ha detto: «La logistica 4.0 è digitalizzazione».