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13 agosto 2022, Aggiornato alle 15,15
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Porti della Campania, è tanto il demanio da valorizzare

Sono decine gli edifici di valore storico-architettonico che potrebbero essere riqualificati, secondo una ricerca dei CNRR IRIS e ITC sul demanio portuale di Napoli, Salerno e Castellammare

(hillman54/Flickr)

Dei 59 edifici del demanio portuale di Napoli, Salerno e Castellammare di Stabia, poco più di un terzo, il 37 per cento, è in uso, mentre il resto (63%) è parzialmente in uso o in disuso. Sono i risultati di una ricerca affidata dall'Autorità portuale del Tirreno Centrale, presieduta da Andrea Annunziata, al CNRR, il consiglio nazionale delle ricerche. Il numero, in realtà il numero degli edifici utilizzati sarebbe ancora più basso perché la ricerca ha selezionato quelli valorizzabili, su un totale di 236 a Napoli, 55 a Salerno e 23 a Castellammare. 

La fotografia di un sistema portuale e dei porti italiani, perché questo rapporto tra aree utilizzate e inutilizzate non è così diverso dagli altri grandi scali commerciali della penisola. Porti antichi, schiacciati dall'urbanizzazione, che nei decenni hanno accumulato concessioni, riutilizzi, riaqualificazioni, ristrutturazioni, abbandoni. Il bicchiere mezzo pieno? Porti con tanto spazio a disposizione, che possono crescere commercialmente e aggiungere più aree aperte al pubblico, vicino al mare. Per questo la ricerca del CNRR sarà utile per organizzare meglio la logistica delle merci, gli eventi pubblici, e il dialogo tra le istituzioni, quest'ultimo fattore sottolineato da più parti per la buona riuscita di queste ambizioni.

«Lo strumento di attuazione», sottolinea Annunziata, «è il dialogo tra Autorità di sistema portuale, Regione Campania, Comuni e tutte le altre istituzioni interessate, con il contributo conoscitivo offerto dal CNRR. «La ricerca pubblica svolge un ruolo cruciale nel fornire un quadro conoscitivo di supporto ai decisori», secondo Massimo Clemente, direttore del CNR IRISS e di Rete, l'associazione per la collaborazione porti-città, il quale ha coordinato la ricerca insieme ad Antonio Occhiuzzi, direttore del CNR ITC e allo staff dell'autorità portuale campana.

La ricerca del CNRR ha selezionato, per la loro rilevanza storico-architettonica e per la loro collocazione in aree cerniera porto-città, 40 edifici e spazi per il porto di Napoli, 9 per il porto di Salerno e 10 per il porto di Castellammare di Stabia. Di questi, sono stati individuati 27 edifici di interesse storico-architettonico, 22 archeologie industriali e 10 spazi cerniera porto-città. La superficie complessiva è di circa 165,410 metri quadri. Il materiale della ricerca è quello dell'ufficio pianificazione e di quello del demanio dell'autorità di sistema portuale del Tirreno Centrale, il piano operativo triennale 2020-2022, la pianificazione dei tre Comuni e i prezziari delle associazioni di categoria.

Per il porto di Napoli le zone a più alto valore storico sono  le archeologie industriali dell'ex Magazzini Generali, l'antica stazione marittima dell'Immacolatella Vecchia, il molo San Vincenzo, la Stazione Marittima attuale e gli spazi-cerniera di piazza Immacolatella e piazzale Carlo Pisacane, tra gli altri. 

Gli output delle fasi progettuali hanno condotto alla sistematizzazione dei dati e delle informazioni attraverso un Geographic Information System (GIS), un Google Datastudio e un database informativo complessivo. È stato, inoltre, realizzato un approfondimento strutturale su 9 edifici nel porto di Napoli a cura del CNR ITC.

La tecnologia GIS fornisce la possibilità di costruire un geodatabase condiviso ed implementabile e di compiere analisi spaziali che permettono di evidenziare graficamente i risultati di interrogazioni sulle raccolte di dati collegati alla cartografia.

Lo strumento di data visualisation di Google Datastudio consente di costruire un database condiviso e implementabile, di ottimizzare il processo decisionale in ottica data driven, di ridurre il tempo in fase di interpretazione dei dati, nonché di incentivare alla collaborazione i diversi stakeholder.

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Tag: napoli - salerno