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20 settembre 2018, Aggiornato alle 18,49
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Infrastrutture - Logistica

Ponte Morandi, CISCo: "Ferrovie punto chiave"

Guerrini: "Speriamo in una ripartenza dell'intermodale nelle prossime settimane"


Il crollo del ponte Morandi non ha ancora causato particolari disagi alla viabilità commerciale del porto di Genova. Ma «la situazione del porto vecchio preoccupa molto proprietari, gestori e clienti di quei terminal la cui connessione ferroviaria non è stata ripristinata dopo il crollo. Benché ci troviamo in bassa stagione occorre pianificare i carichi che si presenteranno fra sette giorni alle prime riaperture». Lo scrive Bruno Guerrini, segretario generale del CISCo, il Council of intermodal shipping consultants, al sindaco di Genova, Marco Bucci, in una lettera inviata nei giorni scorsi. 
 
Dallo sblocco o meno del tratto ferroviario che passava sotto il ponte Morandi si deciderà la viabilità delle prossime settimane. «I principali operatori che gravitano sul porto vecchio – spiega Guerrini - ci risultano oggi in conclave per le necessarie valutazioni». Derogare tutto ai mezzi pesanti è impegnativo logisticamente, «per la dislocazione del materiale ferroviario e per la necessità di fare contratti a breve per il trasporto sul camion, sperando in una ripartenza del combinato ferroviario nelle due/tre settimane che attualmente sono l'orizzonte temporale auspicato di ripristino dei servizi dei principali Mto (operatori intermodali) che operano nel porto vecchio». Preoccupa meno il carico di rientro a Genova, costituito da container vuoti che rientrano nei depositi, i cui gestori, «dopo un'iniziale e lodevole disponibilità a operare fino a mezzanotte, sono ritornati, dopo aver verificato la mancanza di attività serale, agli usuali orari di lavoro».
 
Per CISCo bisogna «usare questi ultimi giorni di pausa estiva e di lavoro non straordinario per pianificare tutti gli aspetti della viabilità e soprattutto l'aspetto dei transiti sulla direttrice est-ovest della Liguria di cui solo Autostrade per l'Italia possiede i dati di tipologia (lunghezza, origine, destinazione) e che sarebbe auspicabile rendesse pubblici per meglio studiare le alternative viarie possibili».