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19 gennaio 2022, Aggiornato alle 21,58
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Politiche marittime

Plastic Tax, se ne riparla nel 2023. Marevivo: "Rinvio ingiustificato"

La proroga avviene nonostante le dichiarazioni dell'Italia in sede G20 e COP 26 sull'importanza della fiscalità ambientale per guidare la decarbonizzazione


"Ancora un rinvio ingiustificato". Commenta così l'associazione Marevivo l'ennesima proroga per l'entrata in vigore della Plastic Tax nazionale, la tassa sui manufatti in plastica con singolo impiego, noti come Macsi. Nella nota che segue l'approvazione del "Documento programmatico di bilancio" da parte del Consiglio dei Ministri è stato infatti annunciato lo slittamento al 2023.

"L'imposta sul consumo della plastica monouso, che doveva inizialmente entrare in vigore nell'estate 2020 e rinviata per la pandemia – scrive Mauro Madia di Marevivo –, sarebbe finalmente dovuta partire il primo gennaio 2022, con l'obiettivo di ridurre l'utilizzo di prodotti di plastica e, conseguentemente, di portare a un calo progressivo della produzione della stessa, incentivando le aziende produttrici a convertire la produzione in altro. Questo rinvio avviene nonostante le dichiarazioni dell'Italia in sede G20 e COP 26 sull'importanza della fiscalità ambientale per guidare la decarbonizzazione".

"Veder posticipare ancora una volta la Plastic Tax al 2023 e la Legge Salvamare in discussione alla Camera in terza lettura ci sconforta: sono due provvedimenti che sarebbero andati nella direzione giusta per cercare di frenare l'inquinamento da plastica", dichiara Rosalba Giugni, presidente di Marevivo Onlus.