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11 agosto 2020, Aggiornato alle 12,47
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Pirati a bordo di Grande Dakar, esercitazione della Marina nel Golfo di Guinea

Simulazione d'attacco alla ro-ro di Grimaldi al largo del Ghana. Dalla "Luigi Rizzo" l'intervento dei fucilieri San Marco. Confitarma: "Complimenti a tutti, grande coordinamento"

Fucilieri di San Marco osservano Grande Dakar

Venerdì mattina, nelle acque del Golfo di Guinea, si è svolta un'esercitazione anti-pirateria che ha visto il coinvolgimento della Marina militare italiana, della Guardia costiera e di Confitarma. La nave colpita dalla simultazione di attacco è stata la ro-ro Grande Dakar del Gruppo Grimaldi.

È stato simulato un abbordaggio al largo delle coste del Ghana, su un'unità da oltre 30 mila tonnellate di stazza (5,700 metri lineari di carico e 1,800 TEU). Lo scenario è stato quello più realistico possibile per questi eventi, coordinando fra loro equipaggio s bordo, militari, autorità locali e navi mercantili circostanti. 

Il Golfo di Guinea è un'area strategica per il commercio marittimo tra l'Africa occidentale e l'Europa, particolarmente rilevante per l'Italia, dove Eni gestisce impianti di estrazione del petrolio e gas.  È un'area molto ricca e pericolosa, con tensioni internazionali e pirati che infestano la zona, sequestrano navi cariche di greggio, rubano il cargo e chiedeno riscatti. Attualmente, sono presenti nell'area circa 25 navi mercantili italiane, parte di un ampio commercio marittimo nazionale che dalle attività estrattive della zona arriva fino al nostro Paese. 

L'esercitazione
È iniziata con l'attivazione dello Ship Security Alert System, il protocollo d'allarme che la nave lancia in questi casi. Lo riceve il Centro Nazionale di Coordinamento del Soccorso Marittimo del Comando generale delle Capitanerie di Porto il quale, coordinandosi con l'armatore e Confitarma, rilancia il segnale al centro operativo della Marina militare italiana. Luigi Rizzo entra in azione, avvisando in primo luogo le altre Marine presenti in zona, gli alleati, sia per avvisarli dell'emergenza in corso che per coordinarsi. I sistemi di monitoraggio satellitari individuano molto velocemente tutte le navi presenti nel Golfo (quelle con trasponder a bordo), permettendo non solo alla Guardia costiera italiana ma anche alle capitanerie della zona, a tutte le autorità allertate di aumentare la cornice di sicurezza.

Nel frattempo, a bordo della Grande Dakar il comandante ha avviato le procedure previste dal piano di sicurezza e dall'addestramento. L'equipaggio si è rifugiato nella cittadella di sicurezza, un'area fortificata in grado di resistere a lungo in sicurezza alla presenza dei pirati a bordo, in attesa dell'intervento militare o di una negoziazione. Comandante e timoniere sono rimasti sul ponte, per assicurare il governo della nave, finché non sono saliti i pirati, solo a quel punto hanno fermato le macchine e si sono rintanati nella cittadella. 

La fregata Luigi Rizzo - da giorni impegnata nel Golfo di Guinea a protezione delle rotte commerciali mercantili - appena ricevute le disposizioni operative dal Comando in Capo della squadra navale, ha lanciato un elicottero e una serie di gommoni veloci con a bordo fucilieri della Brigata Marina San Marco, tutti diretti alla Grande Dakar e portando alla conclusione dell'esercitazione.

L'esercitazione ha confermato «la consolidata sinergia raggiunta fra il Comando in Capo della Squadra Navale, la Guardia Costiera, Confitarma e un'importante società armatoriale italiana quale il Gruppo Grimaldi, per un efficace contrasto ad attacchi di pirateria», si legge in una nota di Confitarma, che si è congratulata con la professionalità dell'equipaggio, risultato ben addestrato.

Oltre al coordinamento, l'esercitazione ha permesso di verificare la solidità dei piani di intervento in un'operazione così delicata come l'attivazione di truppe militari a protezione di una nave mercantile. «L'esercitazione - conclude Confitarma - ha confermato la necessità di un costante scambio di informazioni e di sinergica collaborazione tra l'industria armatoriale e le istituzioni, che comprende oltre le regolari attività svolte dall'autorità Marittima nazionale verso lo shipping nazionale, l'importante ruolo di "advisory" svolto dalla stessa Marina ilitare attraverso una continua e costante condivisione di informazioni utili alla sicurezza della navigazione; attività quest'ultima condotta dalla cellula Naval Cooperation and Giuidance for Shipping, operante in Italia presso il Comando in Capo della Squadra Navale, a supporto degli stessi Company Security Officers delle compagnie nazionali che operano nell'area».