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20 novembre 2019, Aggiornato alle 16,04
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Pirateria nell'Oceano Indiano, l'avviso delle associazioni armatoriali

Nonostante la riduzione dei confini geografici della zona ad alto rischio, permane ancora una grave minaccia nell'area


Sempre all'erta. È l'avviso lanciato nei giorni scorsi dal gruppo delle organizzazioni marittime mondiali (Bimco, Ics, Intercargo, Intertanko e Ocimf (Oil Companies International Marine Forum), incaricato di istituire l'Area ad alto rischio per la pirateria nell'Oceano Indiano. Le associazioni, spiega l'Agenda Confitarma, hanno annunciato che, nonostante la riduzione dei confini geografici della zona, permane ancora una grave minaccia e che sono ancora di fondamentale importanza le segnalazioni corrette, la vigilanza e l'adesione alla quinta edizione delle Best management practice (BMP5). 

La riduzione all'Area ad alto rischio tiene conto della recente esperienza dell'industria marittima, delle intenzioni e delle capacità dei pirati e segue un'ampia consultazione con le nazioni e le forze navali militari, comprese le forze marittime combinate, Eunavfor e Ukmto (United Kingdom Maritime Trade Operation) che continuano a fornire consigli vitali e protezione allo shipping. Il grafico regionale sulla sicurezza marittima (Ukho - Maritime Security Chart Q6099) verrà aggiornato con una nuova versione che rifletterà le modifiche che entreranno in vigore dal 1° maggio 2019. 
 

Tag: pirati