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27 novembre 2021, Aggiornato alle 09,59
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Politiche marittime

Pirateria ai livelli più bassi dal 1994

Crescono, ma con bassa pericolosità, gli attacchi al largo di Singapore e Callao, in Perù. Si raccolgono i frutti della militarizzazione del golfo di Guinea. Il bollettino dell'International Maritime Bureau

(Tom à la rue/Flickr)

Nell'ultimo bollettino dell'International Maritime Bureau (IMB) emerge come in tutto il mondo il numero di episodi di pirateria e rapina a mano armata ai danni dei mercantili nei primi nove mesi di quest'anno è il più basso da decenni. Le zone dove si è registrata una crescita sono lo Stretto di Singapore e le coste del Perù, mentre sono in calo nelle due zone notoriamente più pericolose, la costa nord-occidentale dell'Africa e i mari dell'Indonesia.

Tra gennaio e settembre di quest'anno sono stati registrati in tutto 97 attacchi, il livello più basso dal 1994 (l'IMB è nato nel 1981 e registra dati dal 1991). Per la precisione, il Piracy Reporting Center riferisce di 85 navi abbordate, 9 tentativi di attacco, un attacco armato e una nave dirottata. Ciò non toglie che la violenza e la pericolosità degli episodi sia rilevante. Sono stati infatti rapiti 51 marittimi, di cui 8 presi in ostaggio, 5 minacciati, tre feriti, due aggrediti e uno ucciso. Ragion per cui, avverte l'IMB – i cui dati sono utili tra gli altri all'Interpol e al World Customs Organization - «sebbene la riduzione degli incidenti segnalati sia benvenuta, si avverte che i marittimi devono rimanere vigili poiché la violenza contro l'equipaggio rimane alta in molte aree del mondo».

Golfo di Guinea
Lungo la costa nord-occidentale dell'Africa sono stati registrati 28 attacchi (46 nei primi nove mesi del 2020). La Nigeria ne ha registrato 4 (17 tra gennaio e settembre 2020, 41 nel 2018). Diminuiscono anche i rapimenti, con un solo marittimo sequestrato nel terzo trimestre (31) a bordo di una nave che si trovava a circa 100 miglia nautiche dalla terraferma. Tutti questi incidenti – eccetto quello al largo - sono avvenuti contro navi ormeggiate nei porti. Il calo, secondo l'IMB, è dovuto al rafforzamento della sicurezza marittima degli ultimi mesi, culminato a giugno con la nascita del programma Deep Blue. «Sono necessari sforzi sostenuti per garantire la sicurezza continua dei marittimi mentre trasportano beni essenziali in tutta la regione. Gli Stati costieri devono raddoppiare il coordinamento e le misure di sicurezza per garantire che gli incidenti di pirateria e rapina a mano armata continuino a diminuire», afferma Michael Howlett, direttore dell'IMB.

Indonesia
L'altra regione più pericolosa dopo il Golfo di Guinea riporta sei incidenti di bassa pericolosità, rispetto ai 23 dei primi nove mesi del 2020, il livello più basso dal 1993. Anche in questo caso risulterebbero efficaci le misure di protezione della polizia locale, secondo quanto riporta l'IMB.

Casi preoccupanti nello Stretto di Singapore
Sempre nei primi nove mesi di quest'anno, l'IMB riporta 20 episodi di rapina a mano armata, il numero più alto dal 1991 (15 nel 2020 e un solo incidente nel 2019). Come precisa IMB, sono di basso livello di pericolosità e di «natura opportunistica», in altre parole furti. Nonostante questo, l'istituto precisa che ciò non toglie che la vita delle persone a bordo è in qualche modo minacciata.

Perù
La zona di ancoraggio del porto di Callao è risultata particolarmente esposta con 15 incidenti segnalati, il numero più alto dal 1991. Come per Singapore, anche in questo caso gli episodi sono legati a furti di basso valore, avvenuti per lo più con coltelli invece che con armi da fuoco. Sono stati presi in ostaggio 3 marittimi e un altro è stato aggredito e minacciato.

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Tag: pirati - Africa