|
napoli 2
23 giugno 2021, Aggiornato alle 19,08
intersped 2

Informazioni MarittimeInformazioni Marittime

unitraco2

Otto manovre in dodici minuti, l'incidente della Ever Given

Suez Canal Authority adduce le responsabilità al solo comandante della portacontainer. Gli assicuratori: "Parti impegnate in risoluzione amichevole ed equa"

(jgmorard/Flickr)

In una conferenza stampa tenutasi domenica a Ismailia, in Egitto, la Suez Canal Authority (SCA) ha attributo al comandante le responsabilità per l'incaglio della Ever Given, la grande portacontainer che ha bloccato per sei giorni il canale di Suez, dal 24 al 29 marzo scorso.

Manovre incaute, vento relativo
L'incontro con la stampa ha permesso di ottenere nuovi dettagli sul caso, oltre a chiarire ulteriormente la posizione del governo dell'Egitto. L'incidente è avvenuto mentre la nave stava attraversando il canale da Sud verso Nord, proveniente dai porti asiatici. Notoriamente, il viaggio da Sud nel canale di Suez è più difficile da affrontare per via delle condizioni del mare. Ever Given viaggiava a circa 13 nodi e la scatola nera riporta due picchi. Probabilmente a causa del forse vento, «quando la nave è entrata nel corso del canale all'ingresso meridionale, si è spostata verso destra, vicino alla sponda. Quindi, il comandante ha cercato di portarla al centro del canale usando l'alta velocità con un ampio angolo di rotazione, ma la nave è stata spinta verso nord», spiega El-Sayed Sheisha, capo del comitato d'inchiesta di SCA, composto dagli avvocati Khaled Abu Bakr e Nabil Zidan, oltre all'ammiraglio Rabie. «Dopodiché – continua Sheisha - il capitano ha aumentato di nuovo la velocità per spostare la nave da nord, ma è andata a destra e si è arenata sulla riva orientale del canale. Dobbiamo anche considerare che la nave è enorme e risponde lentamente a causa delle sue dimensioni giganti». Ever Given si trova attualmente sequestrata presso i Laghi Amari, un punto del canale di Suez dov'è possibile mettere in sosta le navi e compiere manovre, per esempio alternare le direzioni di marcia.

A quanto risulta a SCA, durante i tentativi di correzione delle sbandate pare che il capitano abbia eseguito otto manovre in una dozzina di minuti. Zidan esclude che possa essere stato il vento la causa dell'incidente perché subito prima di Ever Given erano passate 12 navi senza problemi. Per questo motivo non hanno colpa i piloti, che avrebbero dovuto vietare l'ingresso di Ever Given se il vento era troppo forte, visto che prima di lei sono passate altre navi che non preannunciavano particolari rischi.

Risarcimento: 916 milioni, anzi no, 600 milioni
SCA si è posta come parte lesa chiedendo ingenti danni, inizialmente per 916 milioni di dollari, poi scesi a circa 600 milioni. Shoei Kisen Kaisha, l'armatore della Ever Given, sarebbe disposto a pagarne circa 150 milioni. «Il valore del risarcimento chiesto dall'Autorità – spiega Rabie - è di circa 550 milioni dollari, a condizione che 200 milioni di dollari vengano pagati in anticipo, mentre i restanti 350 milioni di dollari siano pagati come lettere di garanzia emesse da una banca egiziana di classe A». 

Il valore del carico
La ragione di questa sproporzione tra le richieste dell'Egitto e la disponibilità dell'armatore risiede nel valore del carico. Non essendo inizialmente noto, il governo egiziano ha deciso di richiedere in un primo momento il risarcimento massimo, quasi dimessato nel momento in cui è stata fatta chiarezza. Inizialmente, il valore stimato del carico a bordo sarebbe stato di 3 miliardi di dollari, finché l'armatore non ne ha dichiarato 750 milioni. Inoltre, SCA ritiene che l'operazione di disincagliamento è stata un'azione di salvataggio e non di disinquinamento (per il rischio che il carburante fuoriuscisse). Nel primo caso la responsabilità è del mezzo, nel secondo anche del gestore del canale.

Sono due le cause in corso per il caso Ever Given. La prima è la richiesta di danni dell'Egitto all'armatore, la giapponese Shoei Kisen Kaisha; la seconda è quella dell'armatore contro la decisione del sequestro della portacontainer, istanza respinta dal Tribunale di Ismailia.

Al momento Sheisha esclude la possibilità che la controversia possa passare a un arbitrato internazionale. «I proprietari dell'Ever Given e i loro assicuratori si sono impegnati a una risoluzione amichevole ed equa. Non vediamo l'ora di avviare ulteriori discussioni e portare a termine la questione non appena possibile», hanno scritto sabato scorso in una nota il club assicurativo UKP&I.

-
credito immagine in alto