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03 marzo 2021, Aggiornato alle 15,28
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Politiche marittime

Nel Med l'eco dello tsunami di 1600 anni fa

Un team dell'Istituto di Ricerche Marine del Cnr ne ha scoperto le tracce studiando i sedimenti abissali al largo delle coste siciliane


E' come se potessimo ancora percepire l'eco dell'evento catastrofico che sconvolse il Mediterraneo circa 1600 anni fa. Nei sedimenti abissali, al largo delle coste siciliane, è infatti conservata la memoria di un terremoto di straordinaria potenza, tra gli 8 e gli 8,5 gradi della scala richter, seguito da un enorme tsunami. Questo impressionante rivolgimento della terra e del mare è stato ricostruito dal team della scienziata Alina Polonia dell'Istituto di Ricerche Marine (Ismar) del Cnr di Bologna.
La scoperta, pubblicata sulla rivista Scientific Reports del gruppo Nature, è provata dalla presenza di un deposito sottomarino noto con il nome di "Omogenite o megatorbidite Augias" che occupa larga parte del Mediterraneo orientale. Per comprendere la sua origine erano state fatte varie ipotesi: tra queste, la più accreditata era l'esplosione del vulcano Thera (Santorini), avvenuta nel 1627-1600 a.C., che distrusse la civiltà minoica. Secondo i ricercatori italiani la causa di quest'enorme deposito sedimentario fu invece uno tsunami generato dal terribile terremoto che colpì Creta nel 365 d.C.
"Lo tsunami provocato da questo evento - si legge nello studio su Nature - ha avuto una ampiezza paragonabile a quello accaduto nel 2004 a Sumatra, con effetti presumibilmente simili in termini di devastazione delle regioni costiere".  I ricercatori sono giunti alle loro conclusioni analizzando una grande mole di dati geofisici e geologici, che includono immagini acustiche ad altissima risoluzione delle rocce abissali e carote di sedimento estratte dal fondale marino a quasi quattromila metri di profondità. A confortare le conclusioni scientifiche anche la testimonianza dello storico latino Ammiano Marcellino (330-397 d.C.) secondo cui ad Alessandria d'Egitto, a oltre 700 chilometri di distanza dall'epicentro, in occasione del terremoto onde altissime penetrano nell'entroterra, provocando una grande devastazione e migliaia di vittime.