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04 luglio 2020, Aggiornato alle 15,15
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Nel 2015 Uasc è in rosso

Il giorno prima dell'assemblea per approvare la fusione con Hapag Lloyd, l'armatore tedesco rende noto una perdita netta di 384 milioni di dollari


Hapag-Lloyd ha rivelato che la United Arab Shipping Company (Uasc, con cui è in trattative per la fusione) ha registrato una perdita operativa di 298,7 milioni di dollari nel 2015. Una notizia che la compagnia tedesca ha tenuto a rilevare in vista dell'assemblea che si terrà domani per spianare la strada alla fusione con la compagnia marittima del Medio Oriente. Nella riunione Hapag cercherà di ottenere l'approvazione degli azionisti per chiudere il procedimento di fusione entro la fine dell'anno.

La perdita netta di Uasc, rileva l'armatore tedesco, l'anno scorso è stata pari a 384,3 milioni su un fatturato di 3,3 miliardi. Il bilancio continua a rimanere in rosso anche in questo primo semestre, con una perdita operativa di 132,2 milioni e una netta di 201,1 milioni su un fatturato di 1,5 miliardi. È la prima volta che i dati finanziari di Uasc - di proprietà di sei governi arabi del Golfo, tra cui il Qatar con una quota di maggioranza del 51,2 per cento - sono stati resi pubblici ma si tratta di informazioni note, se non nei particolari certamente nella sostanza. Il margine operativo del Uasc è negativo del 9 per cento, il peggiore di tutti gli armatori nel 2015, secondo l'analista Alphaliner. Inoltre, quello del primo semestre di quest'ano è negativo dell'8,6 per cento, superato solo da Hanjin Shipping e Hyundai Merchant Marine, che hanno registrato margini negativi rispettivamente del 9,8 per cento e del 18,5 per cento per le loro unità di trasporto container.
Uasc ha debiti per 4,1 miliardi alla fine del mese di giugno, a fronte di una dotazione di capitale di soli 1,9 miliardi. La posizione patrimoniale è inferiore alla soglia minima concordata con Hapag-Lloyd, «questo potrebbe portare a un pagamento compensativo da parte degli azionisti Uasc al momento del completamento della fusione», commenta Alphaliner. Nel futuro si prevedono altre perdite, «di conseguenza gli azionisti Uasc non avevano altra scelta che accettare una stima relativamente bassa e lop-sided nel contratto di fusione finale», continua l'analista inglese. Uasc avrà una partecipazione del 28 per cento alla fine dell'operazione. Considerando l'attuale capitalizzazione di mercato di Hapag-Lloyd di 1,9 miliardi di euro (2,2 miliardi di dollari), il valore totale della quota di Uasc si aggirerebbe sui 745mila euro, il 55 per cento meno del suo attuale valore. Ma non va molto meglio Hapag Lloyd, che ha registrato nel semestre un crollo dei noli del 20 per cento e una perdita di 142,1 milioni di euro, rispetto a un profitto di 157,2 milioni nel semestre 2015.
La compagnia risultante dalla fusione avrebbe una capacità di circa 1,6 milioni teu e una quota di mercato di circa il 7 per cento, posizionandosi dietro il quarto armatore al mondo, Cina Cosco Shipping, anch'essa con una capacità di circa 1,6 milioni di teu, riferisce Hapag-Lloyd. La nuova Hapag+Uasc sarà membro di THE Alleance, composta da Nyk Line, Mol, Hanjin Shipping, "K" Line e Yang Ming e operativa da aprile 2017, più o meno in coincidenza con l'operatività della nuova Hapag con Uasc.