|
napoli 2
19 ottobre 2020, Aggiornato alle 21,38
intersped 2

Informazioni MarittimeInformazioni Marittime

unitraco2
Logistica

Napoli, l'autotrasporto chiede una logistica allargata

Riunione in Adsp per riorganizzare il traffico di Levante. Potenziamento del Bausan, efficientamento dei terminal e un nuovo varco. Intanto sta per riaprire via del Ghiaccio

Camion in presidio stamattina al porto di Napoli

di Paolo Bosso

Riunione in Autorità di sistema portuale (Adsp) del Tirreno Centrale per fare il punto sulla viabilità interna del porto di Napoli, cronicamente caratterizzata dagli ingorghi dei mezzi pesanti, soprattutto a Levante e negli orari di punta, senza parlare di quando questo flusso merci si incrocia con quello passeggeri.

Stamattina, intorno alle 9.30, una fila di camion ha accompagnato i delegati delle associazioni sindacali dell'autotrasporto verso la sede di Piazzale Pisacane, dove avevano appuntamento con il responsabile della security dell'Adsp, Ugo Vestri.

Tre le soluzioni individuate. Il potenziamento del varco Bausan con nuovi posti di controllo, nuove garitte della Guardia di Finanza e nuovi strumenti ottici per i controlli documentali; efficientamento della viabilità per accogliere più container, soprattutto dopo il rifacimento dell'asfalto, sdoppiando le aree di sosta di Terminal Flavio Gioia e Conateco, quelle adiacenti i binari, per le esportazioni, e via del Ghiaccio per le importazioni, decongestionando così il traffico merci sulle arterie principali. Infine, l'apertura di un nuovo varco portuale, ma è una soluzione che richiede tempo perché andrebbe coinvolto, tra gli altri, anche il Comune di Napoli. Tra le proposte c'è anche l'apertura del Varco Carmine per le sole auto di servizio.

Tra una decina di giorni un nuovo tavolo in Adsp stabilirà la fattibilità delle proposte.

Nello specifico, come spiega Trasportounito, il rafforzamento del Bausan prevede la presenza di almeno due funzionari della Guardia di Finanza e un investimento tecnologico per la lettura ottica del codice a barre dei container. «In merito all'utilizzo del varco Sant'Erasmo per l'uscita dei contenitori, l'Adsp si è impegnata a girarci la comunicazione ricevuta dalla Conateco nella quale i camion vengono autorizzati a circolare nell'area Soteco in direzione Sant'Erasmo», precisa il segretario Trasportounito per la Regione Campania, Attilio Musella.

«Intanto si stanno completando i lavori di manutenzione di via del Ghiaccio, che consentiranno di riaprire prima il transito ad una corsia e poi il flusso regolare dei veicoli autorizzati», spiega Pietro Spirito, presidente dell'Adsp tirrenica che fa capo a Napoli, Salerno e Castellammare di Stabia.

«Abbiamo bisogno di risposte concrete. Non chiediamo soluzioni ma solo la continuità degli accordi condivisi con l'Autorità di sistema portuale del Tirreno Centrale da almeno tre anni, la quale non sempre riesce a mandarli avanti», commenta Ciro Russo, segretario della Fai-Conftrasporto. 

Da qualche anno la circolazione nella zona di Levante dello scalo partenopeo si è fatta più difficile del solito. È quella dei terminal container, dove i mezzi vanno e vengono dall'autostrada. Ai problemi strutturali (il porto, come la maggioranza degli scali italiani, è antico e incapace di assorbire efficacemente il volume di merce di oggi) si sono aggiunti i cantieri di rifacimento stradale. Da diversi mesi è chiuso il tratto compreso tra il Varco Carmine e il Varco Bausan, cosa che comporta una deviazione su via dei Bacini anche del traffico di autoveicoli non commerciali. Periodicamente si formano ingorghi, quando si incrociano le auto dei passeggeri con i camion ma anche quando i terminal container non riescono a mantenere la fluidità tra uscita ed entrata dei mezzi pesanti, portando a lunghe code.

Il traffico è destinato a crescere, per lo meno nel breve periodo. Se questa è una buona notizia per l'economia non lo è per la gestione del flusso veicolare interno del porto di Napoli, e per la gestione delle sue merci. Il potenziamento del varco Bausan per funzionare richiederebbe una riprogrammazione più larga della catena logistica che chiami in causa tutti i soggetti, dal produttore al trasportatore passando per lo spedizioniere e le autorità di controllo. Per esempio, riferisce Fai-Conftrasporto, un sistema di prenotazione dei carichi e gli scarichi dei mezzi pesanti, oppure finestre per l'import e l'export coordinate con i centri di distribuzione per ridurre le ore di punta. 

«Con i numeri in crescita, tutto aiuta ma niente risolve. Dobbiamo pensare seriamente a una soluzione logistica, andando a coinvolgere anche le aziende produttrici, per ampliare la gestione oltre l'orario di punta. Questa potrebbe essere una soluzione definitiva», conclude Russo, che chiede lo sforzo di tutti gli attori logistici, andando anche fuori dalle competenze ordinarie, «per il bene di questa industria che si chiama porto».