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21 settembre 2020, Aggiornato alle 12,13
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Politiche marittime

Migranti, l'Ue vuole un'European Border Guard

Ok del Consiglio europeo e del Parlamento all'istituzione di una "guarda costiera Ue" per coordinare e fronteggiare l'emergenza immigrazione


Nuove norme in arrivo dall'Europa sulla sorveglianza delle frontiere, con lo scopo di costituire un'agenzia unitaria che coordini tutte le guardie costiere degli Stati membri -con compiti più miliari che umanitari- per fronteggiare l'emergenza immigrazione (l'Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati ha calcolato che nel mondo nel 2015 sono state oltre 65 milioni le persone in fuga dalle guerre). Oggi il Comitato dei rappresentanti permanenti, organo del Consiglio dell'Unione Europea, ha confermato un testo di compromesso concordato con il Parlamento europeo a seguito dell'accordo di ieri tra Consiglio europeo (formato dai capi di Stato dei Paesi membri, presieduto attualmente dall'olandese Donald Tusk), Parlamento e Commissione europea, che istituisce una European Border Guard.

L'obiettivo di questa nuova agenzia di "frontiera europea" è quello di creare una specie di Guardia costiera degli Stati membri, condividendo la gestione dei flussi migratori e garantendo «un elevato livello di sicurezza all'interno dell'Ue, salvaguardando la libera circolazione e il pieno rispetto dei diritti fondamentali», si legge in una nota del Consiglio europeo. In altre parole si tratterebbe di un'istituzione più strutturata di Frontex, l'attuale agenzia europea che si occupa delle gestione delle frontiere esterne (e dei migranti che la oltrepassano) dell'Unione europea. Riunirà tutte le Guardie costiere e le autorità nazionali responsabili dei confini. 

Un'agenzia che però non avrà una particolare autonomia, visto che l'intesa tra le parti prevede che se uno Stato membro si oppone alle sue decisioni gli altri Paesi Ue possono reintrodurre temporaneamente i controlli alle frontiere. 

Le principali caratteristiche di questa "Guardia costiera europea":

• Valutazione della vulnerabilità dei controlli alle frontiere degli Stati membri
• Operazioni congiunte tra gli Stati per combattere l'immigrazione illegale e la criminalità transfrontaliera
• Assistenza alla Commissione Ue nel coordinamento delle squadre di supporto agli Stati con i maggiori flussi migratori
• Garanzia di realizzazione pratica delle misure in caso di interventi urgenti
• Assistenza tecnica e operativa nelle operazioni di ricerca e soccorso per le persone in difficoltà in mare
• Condivisione obbligatoria delle risorse umane con una "riserva rapida" di almeno 1,500 guardie di frontiera
• Nomina degli ufficiali di collegamento dell'agenzia negli Stati membri
• Organizzazione, coordinamento e conduzione di operazioni di rimpatrio
• Cooperazione con i Paesi terzi

Al fine di migliorare le funzioni della guardia costiera, è previsto l'allineamento del mandato di questa agenzia con quella dell'Agenzia europea di controllo della pesca e dell'Agenzia europea per la sicurezza marittima.

I prossimi passi
Ora che l'accordo è stato confermato dal Comitato dei rappresentanti permanenti e a nome del Consiglio Ue, il regolamento sarà sottoposto lunedì prossimo alla Commissione per le Libertà civili del Parlamento Ue, a cui seguira, se ci sarà l'ok, il voto del Parlamento Ue in sessione plenaria a Strasburgo entro il prossimo mese.