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24 luglio 2021, Aggiornato alle 15,43
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Politiche marittime

Meyer Werft annuncia 600 esuberi. Trattative sospese

I sindacati non accettano il taglio proposto dall'azienda di Papenburg e criticano l'abuso dei lavoratori a contratto. Con il 40 per cento di produttività in meno sono a rischio 1,800 posti

Lo stabilimento di Papenburg, in Germania (Frank Hukriede/Flickr)

Si interrompono le trattative sul piano di riqualificazione dello stabilimento Meyer Werft di Papenburg, in Bassa Sassonia. Mercoledì l'azienda tedesca, uno dei principali costruttori navali d'Europa, ha annunciato al sindacato e al consiglio di fabbrica un piano di esuberi per 600 persone.

Meyer Werft sottolinea che in realtà il taglio proposto è inferiore alle necessità. Con due sole consegne previste quest'anno e il 40 per cento di lavoro in meno da quando è iniziata la crisi delle crociere, la forza lavoro in esubero sarebbe pari a 1,800 posti su 4,500 persone impiegate. Ma i sindacati chiedono il blocco dei licenziamenti fino a giugno. 

Nico Bloem, capo del consiglio di fabbrica, ha detto al Norddeutscher Rundfunk di essere pronto alla mobilitazione «lottando per ogni posto di lavoro». Il sindacato e il consiglio di fabbrica criticano l'eccessivo utilizzo del cantiere di Papenburg dei lavoratori a contratto, mentre una buona parte della forza lavoro permanente rischia il licenziamento.

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