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25 settembre 2018, Aggiornato alle 16,07
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Mediterraneo, crescono interscambi grazie a Cina e Suez

Un bacino in progressione continua, dove il traffico marittimo aumenta insieme agli investimenti sulla "Via della Seta"


I paesi che si affacciano sul Mediterraneo, si sa, costituiscono un bacino economico molto ricco, con una popolazione e un prodotto interno lordo in espansione, pronto ad accogliere una rilevante quota di merci e affari provenienti dal nuovo Canale di Suez - più grande da un paio d'anni e a pieno regime da qualche mese – e dai paesi in cui la Cina sta investendo, quelli rientranti nella "Nuova Via della Seta"

L'importanza dei paesi mediorentali e nordafricani
La settima fotografia annuale delle "Relazioni economiche tra l'Italia e il Mediterraneo", realizzata da Srm-Banco di Napoli, mostra un'area geografica, estesa, molto ricca. È quella dei MENA, gli stati del Medio Oriente e del Nord Africa, che si affacciano su un mare dove passa un quinto del traffico marittimo mondiale, un quarto delle linee container e quasi un terzo del traffico petrolifero. Per l'Italia con i MENA l'import-export è salito a 70 miliardi quest'anno e salirà di altri 10 miliardi l'anno prossimo (dal 2001 è cresciuto del 54,8%). L'Italia porta verso questi paesi un decimo delle esportazioni, per un valore pari a 41,4 miliardi, per rendere l'idea: più di quanto esporta negli Stati Uniti. Negli Emirati Arabi le imprese italiane investono attualmente 9 miliardi, 8 miliardi in Egitto. Per quanto riguarda il Mezzogiorno, l'Italia esporta verso Medio Oriente e Nord Africa il 15 per cento degli interscambi. Stiamo parlando di territori in cui negli ultimi vent'anni la popolazione è cresciuta della metà e il Pil del 4 per cento.

Suez cresce
Negli ultimi nove mesi, il canale ha registrato tassi di crescita a doppia cifra: sono transitate 668 milioni di tonnellate merce (+9,8%) su quasi 13 mila navi. Inaugurato ad agosto di due anni fa, il nuovo canale, terminato in due anni di lavori, permette ora la doppia corsia, oltre ad essere state allargate e dragate quelle storiche singole. I tempi di transito sono diminuiti da 18 a 11 ore e l'authority del canale ha calcolato incassi più che doppi rispetto agli attuali dal 2023. 

Nuova Via della Seta
Per rendersi conto di quanto la Cina sia sempre più presente negli investimenti mediterranei, sono sufficienti pochi dati. Dal 2001 ad oggi l'interscambio tra il paese asiatico e quelli del Mediterraneo è cresciuto dell'841 per cento. Non è solo la Cina però ad aver capito che questi sono Paesi letteralmente in via di sviluppo. La Germania, per esempio, ha visto crescere l'interscambio in quest'area  del 126 per cento. In ogni caso è la Cina a fare la parte del leone: Srm ha stimato che nel Sud del Mediterraneo e nel Golfo Persico Pechino ha avviato progetti portuali e aeroportuali per circa 27 miliardi di dollari.

I commenti
«Generare occasioni di business e assicurare copertura bancaria ai nostri investimenti in questi Paesi è il miglior modo di contribuire in modo serio a reciproche prospettive di stabilità e sviluppo», secondo Maurizio Barracco, presidente del Banco di Napoli. Per il presidente Srm, Paolo Scudieri, «il Mediterraneo risulta un luogo molto più centrale e strategico di quanto non fosse 15 o 20 anni fa».