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06 agosto 2020, Aggiornato alle 17,38
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Marittimi, Ics: "Suonino ancora le sirene per i 400 mila precari"

Per ricordare la condizione di molti lavoratori del mare bloccati a bordo o a terra dal Covid, le navi di tutto il mondo si faranno "sentire" alle ore 12 dell'8 luglio


L'International Chamber of Shipping (Ics) lancia l'iniziativa Heroes at Sea Shoutout per fare pressione sui governi in merito alla problematica dei cambi equipaggio. Come gesto simbolico, si richiede alle navi di tutto il mondo di suonare le loro sirene in porto alle ore 12 dell'8 luglio2020, un giorno prima del summit organizzato dal governo britannico per discutere dell'impatto del Covid-19 sui cambi di equipaggio e in concomitanza dell'Ilo Global Summit. Con tale iniziativa, riferisce Confitarma (che ha dichiarato la sua piena adesione, come già accaduto durante la Festa dei Lavoratori) oltre a ricordare il fondamentale contributo dato dai marittimi alla vita economica e sociale del pianeta, si vuole richiamare l'attenzione dei governi e dell'opinione pubblica sul settore marittimo e sugli attuali problemi degli equipaggi ancora bloccati sulle navi a causa dell'emergenza Covid-19.

Il lavoratore marittimo viene considerato a livello internazionale un "key worker" perché il trasporto via mare è strategico per la catena logistica mondiale, per l'approvvigionamento energetico e di beni di prima necessità. Per tale ragione, i marittimi, durante la pandemia, non si sono mai fermati, ma a causa delle restrizioni alla libera circolazione delle persone, che in quasi tutto il mondo sono state imposte dai singoli Paesi, è ancora impossibile farli sbarcare per avvicendarli con i loro colleghi che sono a casa in attesa di imbarco.

Guy Platten, segretario generale dell'Ics, ha dichiarato che a livello globale attualmente ci sono 400 mila marittimi bloccati in mare o a terra: 200 mila che da mesi sono a bordo ben oltre il loro periodo contrattuale di imbarco e altri 200 mila in attesa di imbarco per poter lavorare. Se non si consentono i cambi di equipaggio per sostituire i marittimi a bordo delle navi, molti di loro potrebbero non essere più in grado di navigare. Il 90% del commercio globale utilizza il trasporto marittimo e l'impossibilità di effettuare i cambi degli equipaggi rischia seriamente di causare gravi difficoltà alle catene di approvvigionamenti che si sono dimostrate fondamentali durante la pandemia di Covid-19 (altri dettagli nell'appello degli armatori tedeschi).

"È necessario dunque pensare, oltre alla priorità assoluta di evitare il propagarsi di questo terribile virus, anche ad altre priorità – afferma Mario Mattioli, presidente di Confitarma - quella della salvaguardia della vita umana in mare e quella della sicurezza della navigazione e delle nostre navi. Confitarma insieme a Ics, Ecsa sta chiedendo ormai da mesi un'azione umanitaria rapida e decisa da parte dei governi di tutto il mondo per garantire ai marittimi corridoi di transito sicuro per farli arrivare a bordo per lavorare e per farli tornare a casa una volta terminato il normale periodo di imbarco".

Lo shipping mondiale ha già pronta la soluzione per questa difficile soluzione: una road map per il cambio dell'equipaggio in 12 fasi secondo il protocollo approvato dall'Imo. "È una soluzione che non ha bisogno di soldi o di trattative complicate – aggiunge Platten -  I governi devono ora implementare questi protocolli. Se la burocrazia continua a mettersi in mezzo, ciò che è già una crisi umanitaria in mare, rapidamente diventerà una crisi economica, con gravi conseguenze per un'economia globale già troppo tesa. Il momento della leadership politica è adesso. 

"Se le navi di tutto il mondo suoneranno le loro sirene alle 12 ora locale dell'8 luglio, i governi non potranno dire di non aver sentito questo forte appello a risolvere il problema dei cambi dell'equipaggio - ha precisato Platten - I marittimi hanno fatto il possibile, allungando i loro turni a bordo e continuando a lavorare per assicurare tutti i rifornimenti. Anche l'industria armatoriale ha fatto il suo dovere con la predisposizione del protocollo in 12 fasi. Siamo in ritardo di oltre 4 mesi e 400 mila marittimi hanno bisogno dei cambi di equipaggio. È una situazione insostenibile. Non possiamo più dare per scontati questi eroi del commercio globale".
 

Tag: marittimi