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27 novembre 2020, Aggiornato alle 14,42
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Politiche marittime

Marittimi e salute, IMO vara nuove direttive

Per uniformare i protocolli sanitari tra gli Stati membri e garantire il più possibile l'accesso alle cure mediche, soprattutto a terra, l'IMO, insieme all'ILO e al cluster del mare, ha inviato una serie di raccomandazioni

(ahrenkiel-steamship.com)

Il segretario generale dell'International Maritime Organization (IMO), Kitack Lim, ha approvato una serie di raccomandazioni volte a garantire l'accesso ai marittimi delle cure mediche a terra in modo rapido e sicuro.

Dall'inizio della pandemia, come segnalato da mesi sia dai sindacati dei marittimi che dagli armatori, ci sono stati numerosi casi di permessi di sbarco per motivi medici rifiutati, incluso uno di ictus.

A causa delle restrizioni COVID-19, le navi hanno difficoltà a organizzare lo sbarco dei marittimi. È un periodo caratterizzato da ritardi e interruzioni dei cambi di equipaggio. Sono centinaia di migliaia i lavoratori, in tutto il mondo, a soffrire di questi disagi. Sviluppato dalle principali associazioni internazionali del settore in qualità di consulenti (ICS, IAPH, BIMCO, il IFSMA, INTERTANKO, P&I Clubs, CLIA, INTERCARGO, InterManager, IPTA, IMCA, INTERFERRY, FONASBA, ITF e WSC), il documento dell'IMO contiene raccomandazioni alle autorità competenti degli stati portuali e costieri affinché garantiscano ai marittimi l'accesso indiscriminato alle cure mediche. Copre qualsiasi situazione, soprattutto il caso sospetto o confermato di COVID-19. Ci sono consigli sul monitoraggio dei sintomi, protocolli per l'isolamento, sull'utilizzo delle mascherine, sul distanziamento sociale e su tutte le precauzioni per prevenire i contatti tra personale dei terminal a terra e di bordo.

Leggi le raccomandazioni dell'IMO agli Stati membri

«I marittimi sono al centro di tutto ciò che fa l'IMO», ha affermato il segretario Lim. «Durante le ore più buie della pandemia – continua - hanno mostrato dedizione nel consegnare i beni di cui tutti abbiamo bisogno. Ma la salute e il benessere dei marittimi è importante quanto quella di chiunque. Ora è il momento per i governi di tutto il mondo di raccogliere la sfida, anche assicurando che i marittimi possano avere accesso immediato alle cure mediche quando ne hanno bisogno».

In materia di lavoro e commercio marittimo, gli Stati membri dell'IMO (praticamente tutti) sono vincolati dalla Convenzione sul lavoro marittimo dell'International Labour Organization (OIL). Gli Stati di approdo sono responsabili di garantire ai marittimi l'accesso alle strutture mediche di terra. L'obbligo di salvare i marittimi in difficoltà è sancito anche dalla Convenzione internazionale per la sicurezza della vita in mare (SOLAS), dalla Convenzione sulla ricerca e il salvataggio marittimi (SAR) e dalla Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare (UNCLOS).

Da maggio l'IMO sta sollecitando gli Stati membri ad attuare un quadro di protocolli, sempre sviluppato insieme agli operatori del settore, in materia di sicurezza della navigazione e spostamenti degli equipaggi durante. Chiedono specificamente ai governi di designare i marittimi e il personale marittimo come "lavoratori chiave". 

«Resta essenziale implementare questi protocolli – conclude Lim - poiché centinaia di migliaia di marittimi restano bloccati a bordo delle navi e devono continuare a lavorare per diversi mesi oltre il loro contratto originale o, al contrario, sono bloccati a terra, senza possibilità di unirsi alla nave per lavorare».

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