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25 novembre 2020, Aggiornato alle 10,36
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Mare, logistica e autotrasporto, il Coronavirus si abbatte sul trasporto merci

La filiera della distribuzione marittima e terrestre sta affrontando due distinti problemi: il brusco calo industriale a monte, in Cina, le limitazioni alla circolazione a valle, in Italia

(mint images/getty images)

a cura di Paolo Bosso

Solo dalla primavera inoltrata si potrà capire bene l'impatto del Coronavirus sull'economia italiana, sul fatturato delle aziende logistiche e sul traffico portuale, con tutte le naturali conseguenze a cascata, fino all'indotto. Maggio, prevedono gli operatori, sarà il mese peggiore. Intanto le prenotazioni per i viaggi sulle navi da crociera si sono dimezzate, così come i porti dell'Alto Adriatico - come quelli dell'Alto Tirreno, ma anche i principali del Sud, insomma, tutti - stanno già registrato sensibili cali del traffico. Confetra ha denunciato più volte che anche il lavoro degli uffici sanitari marittimi è dimezzato, con metà del personale impegnato in altri fronti. L'Italia potrebbe bruciare in un anno fino a 25 miliardi di prodotto interno lordo

È a tinte fosche il quadro tracciato negli ultimi giorni dallo shipping e dalla logistica terrestre sull'impatto del nuovo virus influenzale, che si sta propagando in tutto il mondo, sulla filiera delle merci. L'effetto di un'epidemia di questa portata, in un mercato unico, è disastroso, di doppia portata in questo caso, una sul lungo periodo e una sull'immediato. A monte c'è il calo della produzione industriale cinese che va avanti da oltre un mese, cosa che comporterà per mesi un ridimensionamento del traffico commerciale praticamente ovunque. A valle, e nell'immediato, il Coronavirus sta riducendo drasticamente la mobilità delle economie, l'apertura dei negozi, le manifestazioni pubbliche, la circolazione dei mezzi pesanti. È la combinazione di questi due fattori, il calo della produzione industriale e la limitazione alla circolazione delle merci, ad avere un effetto micidiale. La buona notizia, quindi, è che quando l'epidemia sarà cessata la produzione industriale riprenderà, cercando anche di recuperare il pregresso. 

Ieri pomeriggio il cluster dell'autotrasporto, quello marittimo e della logistica si è incontrato a Porta Pia, a Roma, con la ministra dei Trasporti, Paola De Micheli. Conftrasporto-Confcommercio, che raccoglie circa 30 mila imprese, così come tutte le altre associazioni di categoria, ha chiesto linee-guida chiare da parte governo, coordinate a livello centrale, il sostegno al lavoro in termini contributivi e gli ammortizzatori sociali, anche per le cooperative oltre che per le piccole e medie imprese. Confetra ha chiesto un osservatorio continuo, giornaliero, sulla logistica dei trasporti. Per Conftrasporto, oltre al segretario generale Pasquale Russo, c'erano anche il responsabile del settore Infrastrutture e e Trasporti di Confcommercio, Enrico Zavi: il presidente di Federlogistica, Luigi Merlo; per le crociere il direttore nazionale Clia Italy, Francesco Galietti; il segretario generale della Fai (autotrasportatori) Andrea Manfron; il segretario generale di Federagenti Marco Paifelman, il direttore generale Assarmatori Alberto Rossi; e la responsabile tecnica di Assocostieri, Eleonora Capaccioli.

La produzione industriale cinese è crollata ormai da un mese e gli effetti sul traffico marittimo stanno iniziando a farsi sentire maggiormente proprio in questi giorni. Alle ordinanze governative - che sono chiare e precise e le ultime sono queste qui - si aggiungono le iniziative estemporanee al di fuori delle zone rosse di Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna, in ordine sparso, non essendo coordinate, che finiscono per aumentare il caos e la tensione. Conftrasporto ha sintetizzato il quadro in tre settori: marittimo, logistica, autotrasporto.

Marittimo
Le conseguenze del brusco rallentamento della circolazione delle merci saranno più comprensibili solo a partire dalla primavera inoltrata, secondo Conftrasporto. Gli operatori si aspettano pesanti ripercussioni soprattutto a partire da maggio. I porti dell'Alto Adriatico, Trieste e Venezia soprattutto, già registrano un sensibile calo di arrivi dei container dalla Cina. Le prenotazioni per le navi da crociera si sono dimezzate. Un calo generalizzato del traffico che potrebbe impattare anche sulle finanze dello Stato per gli approdi mancati, con un conseguente mancato incasso dei dazi. Considerato che questi ammontano a 13 miliardi di euro l'anno, se anche solo il 10 per cento venisse a mancare, si tratterebbe comunque di una perdita superiore al miliardo. Per incentivare gli approdi, Conftrasporto-Confcommercio è tornata a chiedere la riduzione della tassa di ancoraggio e dei canoni di concessione.

«Bisogna evitare che si ripeta quanto accaduto in Sardegna, dove un sindaco ha imposto controlli sui passeggeri di una nave proveniente da Civitavecchia. Chiediamo che sia chiaro che i controlli debbano avvenire nel porto di partenza, non in quello di arrivo, e stabilire un protocollo unitario a livello istituzionale», spiega il segretario generale di Conftrasporto, Pasquale Russo. Clia chiede che le procedure sanitarie siano omogenee in tutte e 15 le Autorità di sistema portuale. Inoltre, chiede alla Farnesina di occuparsi degli incresciosi casi di rifiuto di sbarco di turisti italiani in Paesi stranieri.

Logistica
Le imprese più colpite di questa complessa e vasta filiera del trasporto merce che va sotto il nome di "logistica" sono quelle che risiedono in Lombardia e Veneto. «Ci sono siti di stoccaggio da cui dipende il funzionamento di tutta la filiera distributiva, che si trovano all'esterno delle zone rosse, e che, in ragione di questo, dovrebbero essere operativi – spiega Russo - ma in diversi casi i dipendenti risiedono nelle zone rosse, dalle quali non possono uscire per recarsi al lavoro. Stiamo parlando di centinaia di lavoratori. Dire che quei depositi stanno lavorando a ranghi ridotti è un eufemismo: il tasso di assenteismo stimato è del 30-40 per cento». 

Autotrasporto
Conftrasporto-Confcommercio chiede sostegno non solo alle aziende dell'autotrasporto che lavorano nelle zone rosse ma anche a quelle al di fuori visto che comunque non riescono a lavorare normalmente, considerando che ad essere in quarantena sono comuni nel cuore dell'area industrializzata d'Italia. Conftrasporto-Confcommercio propone da un lato di allungare di almeno quattro mesi le domande per il superammortamento; dall'altro che il governo specifichi con un decreto dirigenziale che anche i corsi obbligatori per il conseguimento e il rinnovo della patente per condurre camion (la cosiddetta CQC) siano oggetto di proroga. Infine, occorre che il governo valuti in anticipo eventuali azioni volte a limitare possibili criticità sulla filiera per l'approvvigionamento del GNL (Il Gas Naturale Liquefatto), fortemente dipendente dalla Francia e dalla Spagna.

«Qui stiamo parlando di una catena di lavoro che non opera per segmenti. C'è un'interdipendenza tra i siti di stoccaggio e i trasporti, così come c'è tra gli stabilimenti produttivi e i trasporti, e se si fermano i magazzini, gli stabilimenti (alcuni  hanno chiuso perché in zone rosse) e i trasporti si ferma tutto», conclude il segretario generale di Conftrasporto-Confcommercio.

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