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17 maggio 2024, Aggiornato alle 18,06
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Politiche marittime

Mare e governo, Mattioli: "Rafforzare l'organico del ministero dei Trasporti"

Ascoltato dal Commitato interministeriale del mare, il presidente di Confitarma ha ribadito l'importanza di una governance unica per lo shipping, da sempre dispersa su vari ministeri


Il presidente di Confitarma e della Federazione del Mare, Mario Mattioli, è stato ascoltato dal Comitato interministeriale per le politiche del mare, istituito a novembre scorso presso la presidenza del Consiglio per coordinare gli indirizzi strategici delle politiche del mare. 

Alla presenza del ministro del Mare, Nello Musumeci, Mattioli ha ribadito come da tempo Confitarma e il cluster marittimo rappresentato dalla Federazione del Mare chiedano una governance unica con capacità di coordinamento delle numerose competenze, spesso relative ai medesimi procedimenti amministrativi, che negli anni sono state disperse tra i diversi dicasteri. 

Tale polverizzazione incide in maniera significativa sia sui tempi di risposta della macchina amministrativa che sulla risoluzione delle inevitabili problematiche che emergono dall'applicazione dell'ordinamento italiano, per molti versi datato e non al passo con le best practices internazionali. «Infatti - afferma Mattioli - oggi in Italia è ancora possibile fare shipping con il tricolore a poppa non solo grazie alla caparbietà degli imprenditori nazionali ma anche all'impegno e alla straordinaria dedizione della nostra amministrazione di riferimento, la direzione generale competente del ministero dei Trasporti, peraltro sotto organico e della quale da tempo chiediamo al governo un concreto rafforzamento».
 
Il presidente Mattioli ha quindi elencato le questioni più urgenti sparse tra i vari ministeri che interessano il mare: l'evoluzione del Registro Internazionale italiano (fondamentale il radicamento territoriale dei beneficiari dell'estensione del regime di aiuto), la strutturale carenza di lavoratori marittimi italiani (indispensabile superare le anacronistiche rigidità del cosiddetto decreto "Cociancich"), la necessaria azione di semplificazione e digitalizzazione dell'ordinamento marittimo, la rappresentatività in ambito portuale delle imprese armatoriali nazionali e la transizione green del settore, ponendo l'accento sulle possibili ricadute negative dovute al sistema europo di scambio di quote di carbonio. 

«Auspico - ha Mattioli - che tutti insieme, Istituzioni, Associazioni e operatori, sapremo cogliere questa occasione storica di ridare centralità ad una componente così importante della nostra economia, della nostra società e della nostra cultura che trova le sue radici più profonde nel mare».

Tag: confitarma