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Porto di Napoli
15 dicembre 2018, Aggiornato alle 12,25
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Maersk sperimenta la petroliera a vela

Si tratta di una tecnologia inventata cento anni fa. Potrebbe ridurre del 10% il consumo di carburante


Per ridurre il consumo di carburante in navigazione, c'è un metodo inossidabile: l'uso della vela. Ideale per una piccola imbarcazione, un po' meno per una nave. Addirittura impossibile per una petroliera. Ma non la pensano così alla Maersk, dove hanno già in programma per il prossimo anno la sperimentazione di speciali vele rotanti per le navi tanker della compagnia. L'obiettivo è un sensibile risparmio di carburante attraverso il recupero di una vecchia tecnologia degli anni Venti inventata dall'ingegnere tedesco Anton Flettner.


Ma come funzionano queste vele rotanti? Si tratta di due cilindri di metallo leggero alti 30 metri, spiega il quotidiano inglese The Guardian, che vengono fatti ruotare con un motore. Per una legge fisica detta "effetto Magnus", un corpo rotante investito da una corrente d'aria (in questo caso il vento) genera una zona di bassa pressione da un lato e di alta pressione dall'altro. Questa differenza di pressione fa sì che l'aria spinga il cilindro con una energia ben superiore a quella usata per farlo girare. I cilindri possono essere usati come vele per far avanzare una nave. A seconda della direzione del vento, basta cambiare il senso di rotazione per mantenere la rotta.

I due cilindri saranno installati su di una petroliera Maersk di 240 metri dalla società finlandese Norsepower, che ha rielaborato con nuovi materiali ultraleggeri il vecchio progetto degli anni Venti. Ogni rotore per girare richiede 50 kilowatt di energia, ma produce una spinta equivalente a 3 megawatt. Questo comporta un risparmio sul carburante del 10%, circa 1.000 tonnellate all'anno.