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23 settembre 2022, Aggiornato alle 21,13
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Armatori - Logistica

Maersk ed Egitto, al via piano da 15 miliardi per produrre bunker verde

Dopo il memorandum di marzo col governo di Al-Sisi, e l'accordo di agosto col canale di Suez, l'ambizioso piano energetico del Paese inizia a concretizzarsi

Un momento dell'incontro tra il governo d'Egitto e il gruppo Maersk, 19 settembre 2022

Lunedì scorso il presidente dell'Egitto, Abdel Fattah Al-Sisi, ha ricevuto a Il Cairo i vertici di Maersk per discutere di un progetto molto ambizioso da 15 miliardi dollari per la produzione di carburante pulito con cui rifornire le navi.

Dall'incontro - in cui c'erano, tra gli altri, il presidente della Suez Canal Authority, Osama Rabie, e il CEO di Maersk, Soren Skou - non sono emersi particolari dettagli, se non che l'obiettivo, nella proposta dell'armatore e in linea con il piano energetico dell'Egitto, è di creare una rete di distribuzione concentrata per lo più lungo il canale di Suez per produrre e distribuire bunker di nuova generazione. Una grande rete infrastrutturale, talmente estesa che avrebbe le potenzialità per creare fino a 100 mila posti di lavoro. 

A monte di questo progetto, ambizioso ma poco concreto al momento, ci sono due accordi stipulati tra Maersk e il governo d'Egitto. Il primo, firmato a marzo alla presenza del primo ministro egiziano, Mostafa Madbouly, è un memorandum of understanding con lo scopo di accelerare la fornitura di combustibili verdi per il settore marittimo. A esso è seguito ad agosto un accordo tra Maersk e la  Suez Canal Authority che impegna il gruppo logistico e armatoriale danese a investire 500 milioni di dollari per espandere il Suez Canal Container Terminal nella zona orientale del porto di Suez.

Tag: maersk - ambiente