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14 ottobre 2019, Aggiornato alle 10,32
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Logistica

Logistica, nel primo semestre merci in stagnazione

La nota congiunturale di Confetra evidenzia una "profonda regressione del ciclo economico"


In Italia, nella prima metà dell'anno, ad andare bene pare sia solo il traffico container mentre rotabili, rinfuse liquide e solide sono in contrazione, anche se mancano i dati di alcuni porti. La fotografia che emerge dalla nota congiunturale del primo semestre dell'anno elaborata dal Centro Studi Confetra mostra la debolezza del ciclo industriale, che riflette soprattutto il perdurare delle tensioni commerciali internazionali provocate, tra gli altri, dai dazi commerciali tra Stati Uniti e Cina e dal rallentamento dell'economica di quest'ultima. Inoltre i paesi Ocse sembra si stiano avvicinando a una recessione.

«Le nostre rilevazioni - commenta il presidente di Confetra, Guido Nicolini - ci convincono che siamo all'alba di una stagione di profonda regressione del ciclo economico. Il settore logistico, per quanto al proprio interno molto articolato e ricco di pluralità operative, non poteva non risentire nel suo insieme di una produzione industriale stagnante e di una generale condizione di incertezza del commercio globale. Ma è chiaro a tutti che la competizione internazionale avviene tra stati e continenti: guerra dei dazi, via della seta, brexit sono lì a ricordarcelo ogni giorno. Le nostre imprese hanno bisogno di un Paese alle spalle che decida finalmente di occuparsi seriamente e strutturalmente di logistica».

L'export sostiene un contesto in stagnazione
La produzione industriale italiana - che fino allo scorso anno, nonostante la forte variabilità, era rimasta in media su valori positivi - inverte il segno e si attesta al -0,8 per cento indirizzando verso la stagnazione la movimentazione delle merci. L'attività è stata sostenuta dall'interscambio con l'estero che, nonostante la flessione del commercio internazionale, ha visto nel semestre una ripresa delle importazioni e una tenuta delle esportazioni soprattutto in ambito extra europeo. La componente europea risente della debolezza del ciclo industriale che ha investito tutte le principali economie dell'area euro.

Tiene il traffico stradale nazionale che fa registrare un +2,3 per cento, in linea con il dato Aiscat della movimentazione dei veicoli pesanti nelle autostrade, mentre rallenta quello internazionale a carico completo che si ferma al -0,6 per cento come evidenziato dalla medesima flessione dei transiti nei valichi alpini (+1,1%, ma contro il +3,3% dell'anno precedente).

Cantieristica
Il rallentamento evidenziato investe il ramo corrieristico che fa registrare un +1,8 per cento nelle consegne nazionali (contro un +2,5% dell'anno precedente) e un +3,5% in quelle internazionali (4% nella prima metà del 2018).

Ferrovie e aereo. Due facce
Significativa la ripresa del trasporto ferroviario (+5% treni/km) che si contrappone alla caduta di quello aereo (-5,8% in tonnellate) la cui flessione era iniziata nella scorsa rilevazione (-0,4%).

Economia del mare
Continua il peggioramento del trasporto via mare; l'unico comparto che mantiene il segno positivo è quello containerizzato di destinazione finale (+4,3%, ma contro il +4,8% dell'anno precedente); passa in terreno negativo il traffico ro-ro (-4,6%) ma nella rilevazione del dato aggregato potrebbe pesare la mancanza dei dati di Livorno, Messina e Piombino, porti con traffici significativi. Non si arresta la contrazione delle rinfuse liquide (-7,6%) e delle rinfuse solide (-2,3%) e continua ad arretrare drammaticamente il transhipment (-6,5%), peraltro con risultato di Gioia Tauro (-2,2%) meno negativo rispetto agli altri porti.

Autotrasporto
Relativamente al fatturato, l'autotrasporto segna una tendenza in linea con quella del traffico, mentre le spedizioni internazionali mostrano un miglioramento dei margini nelle modalità stradale e marittima. Crollo del fatturato aereo:-7,6 per cento.

Cosa dicono gli operatori
Il quadro emerso si rispecchia alla perfezione nelle aspettative degli operatori per questa seconda metà dell'anno. Diminuiscono sia coloro che si aspettano una crescita (dal 31,1% al 29%) sia quelli che si aspettano un calo (dal 12,2% all'8,7%), mentre le aspettative di stabilità raggiungono il 62,3%, segno del dilagare del clima di incertezza e stagnazione che sta caratterizzando il mondo imprenditoriale del settore.

Tag: Confetra