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10 agosto 2020, Aggiornato alle 19,36
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Lo smartworking in campo navale

Pandemie e necessità di distanziamento sociale favoriranno le unità unmanned


di Flavio Scopinich DL News

Il nuovo virus Covid-19, sta lentamente stravolgendo il mondo della navigazione, creando alcuni problemi, dove: molte navi passeggeri sono ferme per oggettiva mancanza di clienti in quanto non avrebbe senso fare una crociera e non potere scendere a terra od addirittura rischiare di rimanere confinati sulla nave; molti equipaggi in giro per il mondo, sono bloccati insieme alle navi nei porti, a causa delle difficoltà combinate di potere scendere a terra e potere volare per fare ritorno alle proprie abitazioni. 

Per trovare risposte ai due problemi, ho fatto i seguenti ragionamenti: in merito alle navi passeggeri, una volta, per rendere efficace il concetto di "Segregazione" e/o "Separazione", spiegavo che le probabilità che un'auto in autostrada potesse essere investita da un treno erano 0%, in quanto erano due mezzi di trasporto che percorrevano percorsi che mai diventavano comuni.

In modo parallelo se si riuscisse realisticamente a segregare le persone infette (risultate positive ai test), da quelle non infette o guarite (risultate negative ai test), sarebbe sufficiente imbarcare su di una nave da crociera solo quelli negativi, che potrebbero godersi periodi di assoluta libertà senza obbligo di mascherina, socializzare in modo più o meno intimo, e godersi un sano periodo di relax senza patemi d'animo e/o obblighi di ottemperare a restrizioni di tipo sanitario, che non avrebbero ragione di essere.

Ovviamente, questo tipo di crociere sarebbe dedicato ad un tipo di clientela un po' diverso da quello attuale, ovvero gruppi di persone che prediligono il socializzare piuttosto che il visitare un museo, od altro, persone che, una vota giunti a destinazione, potrebbero comunque fare una visita dal mare della costa dei paesi visitati, senza correre rischi, quali: atti di terrorismo, malattie, furti od altro.

Questo necessiterebbe da parte delle compagnie, una piccola revisione dei programmi e le attività da svolgere in crociera, includendo lo screen test per confermare la non infettività di passeggerei ed equipaggio. Sono altresì convinto che, oggi come oggi, se si offrisse ai potenziali passeggeri, la possibilità di avere svaghi senza costrizioni, molti potrebbero aderire con entusiasmo, se non altro, per potere riassaporare un senso di libertà oramai negato a terra; una specie di EDEN sul mare.

In merito agli equipaggi in giro per il mondo, questa situazione, potrebbe portare nuovo impulso alla tecnologia delle navi "unmanned", e stimolare contemporaneamente lo "smartworking" in campo navale. Le navi di tipo "unmanned", non soffrono il problema attuale degli equipaggi confinati sulle navi ed impossibilitati a tornare a casa, mentre per una certa tipologia di ufficiali (Coperta e Macchinisti), si potrebbe realizzare una attività di "Smart working", dove gli ufficiali continuerebbero a fare la guardia controllando: navigazione, rotte ed andamento dell'apparato motore, pur rimanendo a casa, risolvendo contemporaneamente il sentito problema legale, di chi è responsabile della condotta della nave, quando non c'è fisicamente l'equipaggio a bordo. 
Ovviamente per l'arrivo e la partenza del mezzo navale, ci dovrebbe essere un servizio di "marittimi volanti", che come fa ii pilota, salgono o scendono da bordo a manovra conclusa, pronti per una nuova nave. Questo creerebbe un "polmone di lavoro", eseguito dalle stesse persone che non troverebbero imbarco a causa della tecnologia delle navi "unmanned".

Ovviamente la prima proposta quella sulle navi passeggeri è di più immediata applicazione, mentre la seconda (navi unmanned) non è ancora di immediata applicazione, ma considerando che probabilmente questo Covid 19 si andrà ad aggiungere a quelli già in circolazione da tempo, generando (in aggiunta alle tante altre), una nuova "malattia del genere umano", più o meno curata e con mortalità altrettanto nota, sono convinto che ormai siamo "vicini alla soglia di accettazione" e che quindi non resti niente altro nel futuro, che "conviverci", senza troppi drammi, facendo semplicemente più attenzione ad evitare fenomeni o possibilità di contagio.

Solevo ripetere ai miei giovani Ingegneri: "Nessun vento è favorevole, al marinaio che non sa dove andare", quindi preso atto della situazione attuale non rimane che pensare come volgere a nostro favore ed al mondo delle navi, le condizioni critiche che stiamo vivendo. 
 

Tag: navi