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18 maggio 2024, Aggiornato alle 18,37
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Politiche marittime

Liquami zootecnici in mare, a Mondragone interviene la Guardia Costiera

Lo stoccaggio delle acque reflue industriali richiede, per legge, l'utilizzo di speciali contenitori o cisterne


Mangimi, fanghi, letame. Ma anche vegetali usati come lettiera e acque di lavaggio. Insomma quei liquami e rifiuti prodotti da animali da allevamento che dovrebbero essere smaltiti seguendo norme rigorose, a Falciano del Massico finivano invece in un canale che confluisce nel torrente Savone, che a sua volta si immette direttamente in mare nel Comune di Mondragone. Lo hanno scoperto gli uomini della Guardia Costiera di Pozzuoli, che insieme ai colleghi degli uffici marittimi di Mondragone e Castel Volturno hanno ispezionato un'azienda agricola di quasi tremila metri quadri nel piccolo centro del casertano e denunciato il titolare "per scarico non autorizzato di acque reflue industriali risultanti dal ciclo di produzione e abbandono incontrollato di rifiuti sul suolo e nelle acque superficiali".

Lo stoccaggio di reflui zootecnici richiede, per legge, l'utilizzo di speciali contenitori o cisterne che consentono l'adeguato smaltimento le sostanze nocive. Talvolta però queste operazioni, che comportano ovviamente un certo costo, non sono eseguite correttamente (o per niente) dagli agricoltori. La Guardia Costiera sta svolgendo un'intensa attività di polizia giudiziaria di competenza proprio con l'obiettivo di individuare gli scarichi idrici abusivi presenti lungo la costa campana e stroncare le condotte illecite che influiscono sullo stato di salute dei corsi d'acqua e dell'ambiente marino, terminale ultimo degli sversamenti inquinanti. (m.m.)