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29 maggio 2020, Aggiornato alle 16,16
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Politiche marittime

L'economia mondiale crescerà del 5 per cento, nel 2021

Lo prevede il Fondo monetario internazionale, mentre per il 2020 la contrazione sarà del 3 per cento. Il punto sulle previsioni del mercato petrolifero


Dall'ultimo bilancio del gruppo d'Amico arriva un'approfondita stima dell'evoluzione del mercato del petrolio, e del relativo mercato delle tanker, per i prossimi mesi e fino alla fine dell'anno. Un quadro completo, già ampiamente analizzato tra marzo e aprile, quando sono state diramate le previsioni del Fondo monetario internazionale e dell'Agenzia Internazionale dell'Energia, e ora comodamente "impacchettato" per un punto esaustivo della situazione.

Da metà marzo in poi si è assistito a un calo della produzione di petrolio senza precedenti, con tagli da milioni di barili al giorno e un crollo della domanda che ha coinvolto praticamente tutto il mondo, 187 Paesi nell'arco di pochi mesi. Si è aperto repentinamente uno scenario molto profittevole per le compagnie marittime che gestiscono petroliere sia per l'aumento della richiesta di stoccaggio del greggio che per il relativo aumento dei noli slot, storicamente bassi e improvvisamente diventati molto renumerativi. Per dicembre, prevedono gli analisti, la produzione annuale di greggio dovrebbe chiudere a circa -10 milioni di barili rispetto al 2019, a fronte di una contrazione globale dell'economia del 3 per cento. E sono solo le ultime stime, quelle di aprile.

Nell'ultima relazione, risalente circa un mese fa, il Fondo monetario internazionale stima che a causa del lockdown mondiale - il cui ritmo è a cascata: partito dalla Cina, si è diffuso nel mondo nel giro di qualche mese -  l'economia globale subirà una contrazione del 3 per cento quest'anno, di gran lunga superiore alla crisi finanziaria del 2008-2009. Ipotizzando che la pandemia si affievolisca nella seconda metà del 2020 e le iniziative di isolamento possano essere gradualmente revocate, le proiezioni di crescita dell'economia globale si attestano al 5,8 per cento nel 2021, quando l'attività economica tornerà alla normalità.

Secondo le previsioni dell'Agenzia Internazionale dell'Energia (AIE), nel 2020 la domanda petrolifera globale dovrebbe registrare un decremento record di 9,3 milioni di barili al giorno su base annua. Secondo le stime, la domanda di aprile dovrebbe essere di 29 milioni di barili al giorno inferiore rispetto a un anno fa, tornando ai livelli del 1995. Per il secondo trimestre di quest'anno la domanda dovrebbe essere di 23,1 milioni di barili al giorno inferiore rispetto ai livelli dell'anno scorso. Si prevede che la ripresa nel secondo semestre 2020 sia graduale, per arrivare a dicembre a una domanda di 2,7 milioni di barili al giorno inferiore su base annua. Sempre secondo l'AIE, l'offerta petrolifera globale è destinata a registrare un calo record di 12 milioni di barili al giorno a maggio, dopo che l'OPEC ha siglato un accordo storico per tagliare la produzione di 9,7 milioni di barili al giorno rispetto ai precedenti livelli di riferimento. Sono destinate ad aggiungersi ulteriori 10 riduzioni alla produzione da parte di altri paesi, tra cui le principali dovrebbero avvenire negli Stati Uniti e nel Canada. La riduzione della produzione non OPEC potrebbe raggiungere 5,2 milioni di barili al giorno nel quarto trimestre 2020.

Anche i volumi raffinati hanno subito un netto calo, con la chiusura della capacità di raffinazione di alcune raffinerie, come NNPC in Nigeria, da aprile. A fine aprile 2020 il tasso di utilizzo delle raffinerie negli Stati Uniti era sceso a circa il 65%, dal 93% di inizio anno.