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23 settembre 2022, Aggiornato alle 21,13
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Politiche marittime

La pirateria nell'Oceano Indiano è stata debellata

Dopo circa 15 anni di militarizzazione dei corridoi commerciali marittimi, l'IMO, di concerto con gli armatori, ha deciso di declassificare l'High Risk Area a partire dal prossimo anno

(Naval Surface Warriors/Flickr)

Dopo oltre un decennio di operazioni militari per contrastare la pirateria nell'Oceano Indiano, l'industria marittima si appresta a declassificare l'High Risk Area (HRA) per rimuoverla dalle zone a rischio attacco per le navi mercantili in transito, dirette per lo più dall'Asia all'Europa. Stiamo parlando della zona compresa tra le coste della Somalia e quelle occidentali dell'India.

La decisione, rende noto l'International Chamber of Shipping, è stata notificata alle compagnie marittime dall'International Maritime Organization, previa consultazione proprio con gli armatori. La rimozione sarà effettiva dal primo gennaio 2023 e verrà ratificata dall'organismo ONU nella prossima riunione del 31 ottobre .

La rimozione dell'HRA nell'Oceano Indiano riflette un significativo miglioramento della situazione della pirateria nella regione, in gran parte dovuto proprio alla militarizzazione del corridoio marittimo in questo enorme specchio acqueo. Dal 2018, infatti, non si sono verificati attacchi del genere contro navi mercantili al largo della Somalia.

Alla decisione dell'IMO hanno partecipato le associazioni International Chamber of Shipping, BIMCO, International Marine Contractors Association), Intercargo, Intertanko e Oil Companies International Marine Forum.

Fino al primo gennaio del prossimo anno noleggiatori, armatori, caricatori e in generale operatori marittimi avranno il tempo di adattarsi. Continueranno ad essere in vigore le best practice (BMP5), che riguardano protocolli di sicurezza sulla navigazione, e comunque sia l'area resterà sempre monitorata soprattutto per valutare eventuali cambiamenti. Resteranno attivi tutta una serie di strumenti, come il Voluntary Reporting Area gestito dallo United Kingdom Maritime Trade Operations, per segnalare casi di attacchi o movimenti sospetti

«Questa decisione è una testimonianza di quasi quindici anni di collaborazione dedicata per ridurre la minaccia della pirateria nell'Oceano Indiano», commenta l'IMO in una nota. «Attraverso una combinazione di sforzi da parte militare, politica, della società civile e dell'industria marittima nel corso degli anni, gli operatori e la gente di mare sono ora in grado di lavorare con maggiore fiducia in queste acque. Le valutazioni delle minacce e dei rischi dovrebbero ancora essere effettuate e le migliori pratiche di gestione seguite per continuare a mitigare i rischi presentati in un ambiente mutevole, spesso complesso e potenzialmente minaccioso».

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Tag: pirati - Africa