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30 settembre 2020, Aggiornato alle 18,05
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Politiche marittime

Kitack Lim ai marittimi: "Non siete soli"

Il segretario dell'ONU del mare rassicura gli equipaggi ed esorta gli Stati membri a fare il possibile per creare corridoi di trasporto che facilitino i cambi di turno

Kitack Lim, segretario generale dell'International Maritime Organization

a cura di Paolo Bosso

«Non siete soli, nessuno vi abbandonerà». Il segretario generale dell'International Maritime Organization (IMO), Kitack Lim, ha scritto a tutti i marittimi del mondo - ed esortato gli Stati membri (178 Paesi) - assicurandogli tutta l'assistenza possibile in questo difficile momento. Un «messaggio personale», diretto ai seafarers di ogni nazionalità.

Ai suoi membri, Lim li esorta a riconoscere i marittimi come «lavoratori chiave», a rimuovere gli ostacoli burocratici ed eliminare le restrizioni di viaggio nazionali: i lavoratori dei mercantili devono poter tornare a casa, ricongiungendosi alle loro famiglie. Spesso i marittimi restano bloccati a bordo, negli hotel delle città di sbarco, senza poter partire per tornare nel loro Paese. «Mi preoccupano molto le difficoltà che l'industria marittima sta affrontando per fare i cambi di equipaggio - scrive Lim -, a fornire assistenza medica ai marittimi malati o feriti, a consentire il congedo a terra e rendendo impossibile il rimpatrio. Tutti noi dell'IMO comprendiamo le sfide che affrontate. A tutti marittimi, il mio messaggio per voi è forte e chiaro: vi stiamo ascoltando». L'IMO ha calcolato che sono circa 100 mila i maritimi coinvolti in rimpatri estremamente complicati, se non impossibili, con gli ultimi due mesi circa caratterizzati da centinaia di partenze cancellate per via del rallentamento globale dell'economia.

Leggi la lettera di Kitack Lim

Il problema principale riguarda i cambi di turno. Quando un marittimo termina il proprio turno di lavoro sbarcherà logicamente nel porto più vicino a casa. Discorso analogo per il marittimo che lo sostituisce, il quale deve raggiungere una nave che però non è detto che si trovi vicino la città dove vive, se non in un altro Stato, o in un altro continente. Nella situazione attuale, dove la circolazione delle persone è fortemente limitata, il traffico aereo, ferroviario e stradale è praticamente fermo nel trasporto passeggeri, il marittimo spesso non potrà raggiungere la nave o tornare a casa. Pernotterà in albergo, pagando una stanza magari senza stipendio. Il mercantile, a sua volta, si ritrova nella difficile situazione di gestire un equipaggio dal numero incerto o con personale in straordinario a bordo per più tempo del previsto. Le navi si ritrovano a lavorare con meno uomini o comunque con un equipaggio sotto pressione, più stanco. 

Sono problemi gravi, che si ripercuotono sulla salute dei lavoratori, la sicurezza della navigazione, l'affidabilità del trasporto. Lo hanno evidenziato per settimane le associazioni internazionali degli armatori e dei marittimi, ottenendo da Bruxelles importanti linee guida e raccomandazioni, anche se non è stato fatto ancora abbastanza perché bisognerebbe indicare i porti specifici dove fare i cambi, così da facilitare i corridoi di trasporto.