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25 settembre 2020, Aggiornato alle 17,23
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Marittimi: prossimo passo, i porti per il cambio equipaggio

Fatte le linee guida e le raccomandazioni per facilitare gli spostamenti, gli armatori (ECSA) e i marittimi (ITF) chiedono all'Unione europea di non fermarsi

(nautilusint.org)

Bene le linee guida europee con raccomandazioni agli Stati membri per gestire i cambi di equipaggio dei marittimi imbarcati sui mercantili, ma siamo a metà dell'opera. Fatto il quadro, ci sono, per esempio, da assegnare i porti di imbarco specifici nel territorio dell'Unione europea. Lo chiedono l'European Shipowners' Association (gli armatori, in cui confluisce anche Confitarma) e l'Europeant Transport Worker Federation (marittimi) alla Commissione europea, in una lettera indirizzata ai commissari ai Trasporti; Adina Valean, alla gestione della crisi, Janez Lenarcic; alla salute alla sicurezza alimentare, Stella Kyriakides; alla giustizia, Didier Reynders, e all'alto rappresentante dell'Ue, Josep Borrel Fontelles.

«Accogliamo con grande favore la comunicazione della Commissione dell'8 aprile», scrivono. Si tratta delle misure che contengono le linee guida sulla protezione della salute, il rimpatrio, le disposizioni di viaggio per i marittimi, i passeggeri e le altre persone a bordo delle navi. «"Siamo molto lieti di notare - continuano le associazioni europee degli armatori e dei marittimi - che questa necessità di un'ampia definizione di lavoratori marittimi è stata riconosciuta e inclusa negli orientamenti».

Tuttavia, per evitare il mantenimento, in certe situazioni, di quelle che hanno chiamato «strozzature» - in generale, i pesanti impatti sulla limitazione della circolazione delle persone - bisogna ora che la Commissione europea avvi concreti accordi politici con gli Stati per designare i porti di cambio equipaggio, stabiliti su questi criteri: diffusione geografica, capacità di accoglienza, prossimità di aeroporti e ospedali.

Molti marittimi sono attualmente bloccati in paesi terzi, senza potersi muovere o, a bordo delle navi, senza il permesso di attraccare o di sbarcare, nel momento in cui il turno di lavoro è finito.

«Nonostante le molte sfide poste dall'attuale crisi - concludono ECSA ed ITF  -, i lavoratori marittimi dell'intera industria marittima europea stanno lavorando per garantire la continua fornitura di beni e attrezzature e i servizi di trasporto necessari a milioni di cittadini attualmente colpiti dalla pandemia di COVID-19».

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