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19 settembre 2020, Aggiornato alle 22,47
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Politiche marittime

Impianti portuali di raccolta, per Ecsa e Clia bene revisione direttiva Ue

L'iter legislativo per modificare il testo relativo ai rifiuti prodotti dalle navi e i residui del carico, doverbbe concludersi nel 2017


Ecsa e Clia Europe hanno espresso soddisfazione per la revisione in atto della direttiva Ue 2000/59 sugli impianti portuali di raccolta per i rifiuti prodotti dalle navi e i residui del carico, che dovrebbe concludersi nel corso del prossimo anno, anche se rilevano che pur avendo prodotto effetti positivi dalla sua entrata in vigore, la direttiva ha ancora una serie di carenze che devono essere affrontate.

In particolare, riferisce l'Agenda Confitarma, secondo Ecsa e Clia è necessario: procedere tempestivamente alla revisione e alla piena attuazione della direttiva sugli impianti portuali di raccolta per i rifiuti prodotti dalle navi per assicurarsi che siano resi disponibili alle navi adeguati impianti ogni volta che sono necessari; avere impianti portuali di raccolta che includano strutture per trattare nuovi tipi di rifiuti, un sistema di tariffazione ragionevole e armonizzato e una corretta applicazione della direttiva; adottare un approccio pragmatico sulle eccezioni ed esenzioni al regime istituito dalla direttiva e, affinché le procedure di raccolta dei rifiuti possano essere rese efficienti e per evitare inutili attese delle navi all'ormeggio; definire disposizioni sullo scarico dei rifiuti negli impianti portuali di raccolta che tengano conto dell'autosufficienza della nave nell'immagazzinare i rifiuti a bordo e quindi della possibilità per la nave di proseguire fino al porto successivo senza aver conferito i rifiuti presenti a bordo.