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12 agosto 2020, Aggiornato alle 14,55
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Ilva, l'autotrasporto vuole incontrare ArcelorMittal

In una lettera congiunta, Anita, Fai-Conftrasporto, Cna-Fita e Fisi sollecitano il pagamento "per i servizi di trasporto già eseguiti"


Forte preoccupazione per "la sospensione dei pagamenti per servizi di trasporto già eseguiti". L'hanno espressa - chiedendo un "incontro urgente" - le associazioni Anita, Fai-Conftrasporto, Cna-Fita e Fisi in una lettera congiunta inviata alla società ArcelorMittal, attualmente impegnata nel confronto con il governo per il futuro dell'Ilva di Taranto. "In relazione alle manifestate criticità che sembrerebbe incontrare ArcelorMittal nella propria attività in Italia – scrivono le associazioni – ed in relazione alle recenti difficoltà che si sono riscontrate da parte delle imprese di autotrasporto vostre fornitrici che hanno visto la sospensione dei pagamenti per servizi di trasporto già eseguiti, non possiamo esimerci da segnalarvi la nostra forte preoccupazione, non alleviata dal parziale pagamento - solo in taluni casi - di quanto dovuto". 

"Nello specifico – si legge nella lettera congiunta –, dal confronto con le aziende è emerso che non sembra esserci uniformità di trattamento nei confronti delle singole imprese di autotrasporto: rispetto a servizi già erogati si registrano pagamenti differenziati ed in taluni casi mai avvenuti. Né sembra esserci chiarezza sui pagamenti effettuati, identificati come "acconto" senza alcuna altra specifica riferita all'imputazione contabile dei predetti importi, circostanza che contribuisce ad aumentare lo stato di incertezza delle imprese. In tale quadro riteniamo, quindi, indispensabile condividere tutte le informazioni utili e valutare una estensione a tutti gli stabilimenti italiani di eventuali accordi che sembrerebbero essere stati raggiunti solo a livello territoriale". 

"Vogliamo ricordare – spiegano le associazioni nella lettera – che l'attuale situazione incide negativamente su imprese di autotrasporto che hanno già subito, per la vicenda "Ilva", la perdita di svariati milioni di euro a causa del mancato riconoscimento della condizione di "creditori prededucibili" da parte del Tribunale di Milano, nonostante la Legge 4 marzo 2015, n.20 e la Legge 3 agosto 2017 n.123, prevedessero esplicitamente il contrario. Certamente per il recupero di quanto dovuto continueremo a fare una battaglia in difesa dei legittimi interessi delle nostre imprese. Ciò detto – conclude la missiva –, Vi chiediamo un urgente incontro con l'obiettivo prioritario, ribadiamo, di condividere informazioni ed indicazioni specifiche indispensabili a garantire la continuità dei servizi di trasporto".