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26 giugno 2019, Aggiornato alle 08,21
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Eventi

Il porto franco di Trieste compie trecento anni

Il 18 marzo del 1719 la patente di Carlo VI dà il via alla trasformazione della città. L'Autorità di sistema festeggia con convegni ed eventi culturali

Johann Gottfried Auerbach, 'Kaiser Karl VÌ (1697-1753) (Österreichische Galerie Belvedere)

Prende il via un ricco palinsesto di eventi organizzato dall'Autorità di sistema portuale dell'Adriatico orientale per ricordare l'istituzione del porto franco di Trieste da parte dell'imperatore Carlo VI, avvenuta il 18 marzo del 1719, l'istituto che ha cambiato il volto della storia della città, trasformandola in un nodo strategico nelle relazioni commerciali tra Europa e Asia, attirando nel corso degli anni l'insediamento di importanti realtà economiche.

Da lunedì convegni sul passato e futuro del porto di Trieste con accademici, imprenditori e autorità, oltre ad eventi culturali, musicali, teatrali e attività dedicate ai più piccoli. Il palinsesto del trecentenario è visibile sul sito dedicato, dove debutta anche il logo delle celebrazioni, creato per l'occasione dallo studio Tassinari/Vetta.

«Siamo felici di poter celebrare questo storico traguardo coinvolgendo tutta la cittadinanza, offrendo momenti di intrattenimento e di riflessione sulla storia del porto e di Trieste, coscienti del passato ma con uno sguardo orientato al futuro. Abbiamo coinvolto importanti attori istituzionali, economici e culturali proprio per valorizzare la natura multiforme dell'impatto del Porto sul nostro territorio», spiega il presidente del porto di Trieste, Zeno D'Agostino.

Il 'decreto' di Carlo VI - per la precisione è una patente, una lettera contenente un atto amministrativo o legislativo - aprì la città di Trieste all'insediamento di imprese straniere, per lo più esteuropee e mitteleuropee. In pochi decenni la città cambiò volto, il commercio aumentò esponenzialmente, nel giro di quattro generazioni la città passò da 3 mila a 30 mila abitanti, fino ad arrivare ai primi del Novecento quando ne contava 250 mila.

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