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Porto di Napoli
16 novembre 2018, Aggiornato alle 11,30
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Politiche marittime

Il Parlamento semplifica i dragaggi

La Camera approva emendamento sull'ambiente con due modifiche importanti per i porti: i Sin a mare si ridimensionano e per le casse di colmata non è più necessario il "coefficiente K"


di Paolo Bosso 
 
Si semplificano le procedure relative ai dragaggi nei porti. Da oggi le casse di colmata saranno più facili da creare e i famigerati Siti di Interesse Nazionale (Sin) potranno essere ridimensionati, perlomeno nella parte a mare. La Camera ha approvato un disegno di legge (Disposizioni in materia ambientale per promuovere misure di green economy e per il contenimento dell'uso eccessivo di risorse naturali) al collegato ambientale preparato negli ultimi mesi dal ministero dell'Ambiente. «Si conclude la riforma delle norme per i dragaggi nei porti italiani» ha commentato in una nota il sottosegretario del dicastero Silvia Velo. «Nel provvedimento che oggi è diventato legge, vengono infatti semplificati i criteri di costruzione delle casse di colmata e delle vasche di raccolta. In questo modo si semplificano le operazioni di dragaggio, ma allo stesso tempo si tutelano le acque e il suolo attraverso le migliori tecnologie disponibili, tenendo conto della tipologia di materiale che si va a trattare caso per caso».

Casse di colmata
Vengono semplificati i criteri di costruzione delle casse di colmata e delle vasche di raccolta, lo step finale dei dragaggi di un porto commerciale, strutture di contenimento dove vengono riversati i materiali escavati e dove è possibile, una volta tombata la superficie, realizzare una nuova banchina. Fino a oggi la costruzione delle casse di colmata richiedeva parametri di permeabilità pari a quelli previsti per il contenimento dei rifiuti (d.lgs 36/2003), anche dove non si è in presenza di materiali pericolosi. È il famigerato "coefficiente K" che in questo emendamento della Camera anche se non viene eliminato non è più necessario, visto che è sufficiente soddisfare «requisiti di permeabilità equivalenti a quelli di uno strato di materiale naturale» con "coefficiente K".

Da Siti di Interesse Nazionale a Siti di Interesse Regionale
L'altro intervento del collegato ambientale riguarda i Sin, che con il loro meccanismo di analisi chimica dei suoli hanno di fatto finito per paralizzare la realizzazione delle opere in queste aree, come per esempio i dragaggi. Da oggi, qualora i sedimenti dei dragaggi in aree Sin «risultino - si legge nel testo approvato dalla Camera - caratterizzati da concentrazioni di inquinanti al di sotto dei valori» stabiliti dal ministero dell'Ambiente, «l'area o le aree interessate vengono escluse dal perimetro del sito di interesse nazionale previo parere favorevole della conferenza di servizi». «Grazie – spiega Velo - al lavoro svolto da un gruppo di lavoro istituito presso il ministero dell'Ambiente, a cui hanno preso parte il ministero dei Trasporti, il ministero della Salute, Ispra, Iss e il Cnr, sono state definite le linee guida e i valori di riferimento che consentono l'automatica deperimetrazione delle aree a mare da Sito inquinato di Interesse Nazionale a Sito di Interesse Regionale».

Il collegato ambientale è stato approvato dalla Camera il 13 novembre 2014, poi il 4 novembre in Senato con modifiche, infine approvato oggi dalla Camera con le modifiche apportate dal Senato.