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06 agosto 2020, Aggiornato alle 17,38
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Politiche marittime

I veleni del Tevere

Due volte in poche settimane, si è verificata una straordinaria moria di pesci nel principale fiume dell'Italia centrale e peninsulare


Nel Tevere si è verificata una straordinaria moria di pesci in seguito ad intense piogge. È già accaduto due volte in poche settimane. Le acque piovane, spiegano gli esperti, spingono nel fiume acque malsane più o meno stagnanti, prive di ossigeno e magari contaminate da sostanze tossiche di varia natura, presenti nei fossi affluenti o nelle linee fognarie. Questa nuova emergenza, denuncia Marevivo, mostra solo la punta dell'iceberg di un enorme problema che non solo coinvolge la vita del fiume e del mare, ma riguarda anche la salute umana dato che le acque vengono usate per l'irrigazione agricola.

"La nostra azione continuerà – dice la presidente di Marevivo Rosalba Giugni – con una richiesta di indagini alla Procura della Repubblica di Roma, per sapere lo stato attuale della depurazione e degli scarichi delle acque che vengono abusivamente convogliati nel Tevere e soprattutto per ipotizzare i delitti di inquinamento e disastro ambientale". È stata inoltre richiesta all'ISPRA (Istituto Superiore per la protezione e la ricerca ambientale) una relazione tecnica esaustiva su questo fenomeno gravissimo.