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24 maggio 2024, Aggiornato alle 11,47
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Politiche marittime

I portuali di Salerno a rischio licenziamento

Il presidente D'Agostino scrive agli enti locali aprendo lo stato di crisi. I sindacati chiedono a Regione, autorità portuale e Comune l'apertura di un tavolo

Il porto di Salerno

Rischio licenziamento collettivo per la Compagnia Portuale di Salerno. Il presidente della cooperativa "Flavio Gioia" ha scritto una lettera nei giorni scorsi alla Regione Campania, al sindaco di Salerno, Vincenzo Napoli, e ai sindacati Cgil, Cisl e Uil parlando di «centocinquanta lavoratori salernitani a rischio licenziamento». Nel frattempo, le segreterie sindacali chiedono agli enti locali l'apertura di un tavolo per fronteggiare al meglio questo stato di crisi.

Una situazione molto delicata per un pezzo importante del lavoro portuale di Salerno. I dati parlano chiaro. Nel 2023 la Compagnia Unica Lavoratori Portuali (Culp) "Flavio Gioia" di Salerno, associata ad Ancip, ha chiuso con una perdita ordinaria di circa 650 mila euro. Da qui la scelta di D'Agostino di scrivere agli enti locali, manifestando quindi anche la necessità di un dialogo, di un intervento dello Stato nella precaria situazione dei portuali salernitani. «La pesante perdita – scrive D'Agostino – obbliga l'assunzione di provvedimenti: ricorso alla cassa integrazione per amministrativi e tecnici e apertura dello stato di crisi aziendale con decurtazione della retribuzione».

A contribuire a questo stato di crisi, riferiscono i sindacati e lo stesso D'Agostino, l'impiego in alcuni casi, durante le operazioni di carico e scarico della merce dalle navi, di personale non addetto, tra cui i lavoratori marittimi. «Basta assunzioni da parte delle imprese operanti nel porto di Salerno – scrive D'Agostino – basta deregolamentare con l'interscambio di manodopera, basta gestire i picchi di lavoro senza ricorrere al personale della cooperativa. Ci sono 150 famiglie che non hanno più un futuro, la conseguenza di tutto questo sarà il licenziamento».

«Più volte come segreteria avevamo lanciato nei mesi scorsi segnali di allarme riguardo la situazione di precarietà ormai non più sostenibile che l' Art. 17 sta attraversando», scrivono in una nota congiunta Gennaro Imperato e Massimo Stanzione, rispettivamente coordinatore regionale Porti e segretario territoriale Fit-Cisl di Salerno, chiedendo insieme a Filt-Cgil e Uiltrasporti l'apertura di un tavolo con prefettura di Salerno, Regione Campania, Comune di Salerno, Autorità di sistema portuale del Tirreno Centrale e Ancip. «La Culp "Flavio Gioia" risulta l'anello debole del sistema portuale – continuano - come evidenziato nella nota inviata dalla stessa Culp, il disagio nasce da una politica di riduzione delle chiamate da parte delle imprese portuali che utilizzano talvolta strumenti contrattuali non idonei sui quali più volte siamo intervenuti con segnalazioni all' Autorità Portuale. Bisogna intervenire subito e non procrastinare, ci vuole il coraggio e la propensione a prendere posizioni risolutive su questa tematica che ormai persiste da anni. Auspichiamo che il tavolo di confronto richiesto dalle parti sociali venga subito convocato al fine di far emergere le criticità delle imprese nel non voler reclutare o reclutare in minima parte la Culp. Bisogna riportare un clima di serenità e di garanzia occupazionale alle attuali unità in forza alla Culp "Flavio Gioia" per i prossimi anni. La Fit-Cisl da tempo denuncia che il clima nel porto non è quello che serve per lo sviluppo dello stesso; non è possibile che le continue provocazioni d'imprenditori che non hanno compreso il ruolo fondamentale del porto di Salerno nel contesto Mediterraneo provochino l'esasperazione di lavoratori da tempo vessati nei diritti fondamentali».

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