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18 maggio 2022, Aggiornato alle 11,37
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Politiche marittime

I conti dei porti della Capitale non tornano ancora

Per la Corte dei conti il risanamento avviato ad aprile scorso non è sufficiente. Raggiunti i 138 contenziosi, pari a oltre 300 milioni di euro, di cui ne sono coperti appena 36,8 milioni


Il piano di risanamento dei conti e la procedura di allerta dell'Autorità di sistema portuale del Tirreno Centrale, ovvero i porti di Civitavecchia, Fiumicino e Gaeta, presenta «rilevanti elementi di incertezza e non evidenziano una strategia organica che garantisca un equilibrio finanziario duraturo». Lo afferma la Corte dei conti in una relazione sulla gestione del bilancio 2020 dell'autorità portuale, confermando dubbi sugli accertamenti e le riscossioni dei canoni di concessione.

Leggi la relazione della Corte dei conti

L'autorità portuale è sommersa dai contenziosi, che a marzo 2021 sono pari a 138, per un totale di 304,686.900 euro, ma il fondo rischi ne copre appena il 12 per cento, pari a circa 36,8 milioni, sottolinea l'organo di vigilanza statale, con un avanzo di amministrazione azzerato dagli accantonamenti. 

Dopo le criticità di bilancio del 2019 e negli anni della pandemia, l'autorità portuale della Capitale, presieduta attualmente da Pino Musolino, ha avviato ad aprile 2021 un piano di risanamento che le ha permesso di approvare il consuntivo 2020 e il preventivo 2021, mentre il bilancio di previsione del 2022, spiega la Corte dei conti, è stato avallato «solo in seguito all'approvazione (ottobre 2021) di un'ulteriore procedura di allerta».

La gestione di competenza 2020 è stata chiusa con un disavanzo di 4,9 milioni di euro, superiore agli 1,3 milioni del 2019. Il patrimonio netto è diminuito di pari passo con il disavanzo economico, oggi intorno ai 72 milioni. Sempre nel 2020, il risultato di amministrazione è cresciuto di circa 300 milioni, arrivando a 15,8 milioni.