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16 settembre 2019, Aggiornato alle 17,43
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Armatori - Logistica

Hapag e ONE nella blockchain di Maersk e IBM

L'armatore tedesco e l'alleanza nipponica aderiscono a TradeLens, che diventa il punto di riferimento delle tecnologie cripto-informatiche applicate allo shipping


Salgono a sei gli armatori che hanno aderito a TradeLens, la blockchain dei container in sviluppo e sperimentazione da parte di Maersk ed IBM. Dopo l'ingresso di Msc e Cma Cgm a maggio, Hapag Lloyd e Ocean Netwrok Express (ONE), l'alleanza nipponica formata da NYK, Mitsui OSK Lines e K-Line, hanno annunciato il loro ingresso. Includendo anche Maersk (che non aderisce a TradeLens ma n'è il gestore insieme a IBM), sono in tutto sette gli armatori che partecipano a questo complesso sistema di criptazione della documentazione elettronica delle spedizioni via mare, pari a ben oltre la metà del tonnellaggio mondiale delle navi container e pari a oltre l'80 per cento del mercato dei servizi.

«TradeLens ha compiuto progressi significativi, incluso il modello di partnership. Con cinque dei maggiori operatori del settore, ora possiamo accelerare la trasformazione dell'ecosistema, infondendole maggiore fiducia, trasparenza e e collaborazione», commenta il direttore generale dell'IT di Hapag, Martin Gnass. «Lo standard aperto avvantaggia l'intero settore che ogni anno movimenta 120 milioni di teu», aggiunge Noriaki Yamaga, direttore generale del comparto innovazione di ONE.

L'ingresso di ONE nella blockchain TradeLens aggiunge un'ala asiatica al gruppo di lavoro, estendendo sempre più la piattaforma. Alla TradeLens, per esempio, partecipa anche Procter & Gamble, una delle prime multinazionali al mondo produttore soprattutto di farmaci, casalinghi e prodotti per l'igiene orale. Quello dei container è il settore dove si sperimenta maggiormente questa tecnologia, anche se pure le società di classificazione come il Rina hanno iniziato a sperimentarla.

In poche parole, TradeLens è un sistema peer-to-peer di scambio dei documenti che accompagnano il viaggio di una nave. Essendo completamente digitale e a prova di manomissione, promette di far risparmiare un sacco di tempo e di soldi agli armatori. Si basa sulla blockchain, la 'catena di blocchi', una tecnologia criptoinformatica creata nel 2008 da Satoshi Nakamoto, pseudonimo di una persona (o un gruppo di persone) la cui identità è tutt'ora ignota. Nel tempo si è rivelato lo strumento più promettente per rendere immodificabili i processi di scrittura informatica, rivelandosi molto affidabile nella creazione di monete virtuali. I dati sono autenticati attraverso l'irriproducibilità: ogni scrittura di un blocco (per esempio, un nulla osta sanitario), non può essere copiato né modificato. 

I costi documentali relativi al viaggio di un container possono pesare fino al 15 per cento della spesa complessiva di una spedizione e c'è chi ha calcolato che se si 'criptodigitalizzasse' la spedizione i volumi potrebbero crescere fino a quasi un quinto (per chi vuole approfondire l'argomento blockchain e spedizioni marittime, cliccate qui).

Ad oggi, riferisce Maersk, a TradeLens partecipano più di cento operatori tra spedizionieri, corrieri, dogane, autorità portuali, fornitori terrestri e marittimi, porti, aeroporti e terminal. Ha elaborato oltre dieci milioni di eventi legati alle spedizioni e ogni settimana accumula migliaia di documenti.