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11 aprile 2021, Aggiornato alle 16,33
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Infrastrutture

Guida al Grande Progetto del porto di Napoli

Escavo fondali, piping sottomarino per i petroli, riorganizzazione dei cantieri, ampliamento delle banchine, collegamenti ferroviari, recupero e restauro parco archeologico. Totale: 335 milioni di euro


Lo speciale del Bollettino Avvisatore Marittimo sul Grande Progetto (con interviste a Regione, Industriali e Camera di Commercio).  
 
di Paolo Bosso 
 
Tombamento colmata e piping sottomarino per i petroli, escavo fondali e bonifica ordigni con tanto di operazione di restauro, riorganizzazione e ampliamento dei cantieri e ristrutturazione dell'impianto fognario. Un progetto che chiamare "grande" è dire poco. Se soltanto la metà del Grande Progetto del porto di Napoli fosse realizzato lo scalo cambierebbe totalmente faccia. Ieri il Comitato portuale ha approvato insieme al presidente Luciano Dassatti il Piano Regolatore Portuale, vero preludio a tutta una serie di interventi che rientrano nel faraonico nome di "Grande Progetto", portato due anni dalla Regione Campania dinnanzi alla Commissione Europea a Bruxelles e che ha permesso di ottenere ben 335 milioni di euro, di cui 240 destinati al porto e altri 95 per i collegamenti ferroviari.
Ora la sfida è affinché gli interventi, a cominciare dal Piano Regolatore dannatamente atteso (l'ultimo risale al 2000) non incontrino troppi ostacoli, soprattutto interni. Unione Industriali, Comune, Regione e Authority devono muoversi come una cosa sola. 
Il Grande Progetto è stato approvato il 28 marzo dell'anno scorso con una delibera dell'Autorità portuale e il 28 luglio sono state adottate le linee di indirizzo che hanno costituito un primo aggiornamento del POT 2011-2013. L'obiettivo è razionalizzare e ampliare la capacità produttiva attraverso la riorganizzazione e la delocalizzazione dei cantieri e la trasformazione delle banchine. In mezzo ci sono i lavori per la darsena di Levante e il molo turistico di Vigliena, non fanno parte del grande progetto ma, come afferma Dassatti, sono "prodromici".
Prima di passare ai contenuti del grande progetto occorre elencare quali sono i problemi che attanagliano questo porto secondo l'Autorità portuale. In primo luogo c'è una grossa carenza di spazi retro portuali, sono mal utilizzati e risalenti a un piano regolatore vecchio di dodici anni. Lo scalo viene utilizzato come corsia preferenziale da chi lavora in quella zona, i collegamenti ferroviari sono quasi inesistenti e la rete autostradale è il terrore degli autotrasportatori. La geometria delle banchine è obsoleta, la cantieristica navale è frammentata, le concessioni sono vecchie e vanno riviste profondamente, su questo l'Autorità portuale prevede grosse resistenze. Infine assenza di un monitoraggio adeguato per i piani di impresa, di uno sviluppo di energie alternative e di un piano di recupero del parco archeologico sommerso
Per quanto riguarda i piani di impresa, una volta avviati i lavori c'è bisogno di un monitoraggio continuo con uno specifico regolamento e un Piano Regolatore incentrato sulla cantieristica per il porto di Castellammare di Stabia che dovrebbe essere approvato a giugno 2013.

E ora, il cuore del Grande Progetto:
1. Realizzazione di un impianto di carico all'esterno alla diga foranea a servizio del terminal petroli con realizzazione del piping sottomarino di collegamento alla rete retro portuale, incluso le opere di demolizione delle sovrastrutture impiantistiche della darsena petroli e la messa in sicurezza degli attuali impianti di carico ai serbatoi ubicati negli impianti di Napoli Est. 
2. Formazione della colmata a mare per il tombamento della darsena dei petroli (90.000 mq).
3. Bonifica superficiale da ordigni bellici inesplosi presenti nei fondali del bacino del porto, della rada a ridosso del Molo San Vincenzo e dell'avamporto.
4. Escavo dei fondali dell'area orientale del porto di Napoli con deposito in cassa di colmata della darsena di levante dei materiali provenienti dall'escavo.
5. Prolungamento e adeguamento funzionale diga Duca D'Aosta.
6. Escavo dei fondali dell'avamporto, dell'area di  evoluzione e dello specchio acqueo portuale di ponente con deposito differenziato in cassa di colmata di 800.000 metri cubi (tombamento darsena petroli) dei materiali provenienti dall''escavo.
7. Interventi per la riorganizzazione, la riqualificazione e l'ampliamento dell'area destinata alla cantieristica navale alla darsena  della Marinella.
8. Rimodulazione della rete della viabilità interna portuale, con realizzazione di un sistema di sottopassi e gallerie in area del demanio marittimo portuale.
9. Realizzazione del completamento della rete fognaria portuale.
10. Piano energetico con utilizzo delle superfici di copertura degli edifici demaniali e delle aree presenti sulla diga foranea.
11. Rilevamento, recupero e restauro di relitti e reperti di archeologia navale con allestimento nel porto storico di cantiere di restauro all'aperto e di spazi espostivi che fungano da museo.