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06 luglio 2020, Aggiornato alle 20,18
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Politiche marittime

Guardia di frontiera e costiera europea, Bruxelles fa il punto

La Commissione Ue ha elencato in un report ciò che resta da fare per rendere pienamente operativa la struttura di controllo comune


La Commissione europea ha tracciato in un report il bilancio dei progressi compiuti e di ciò che resta da fare per rendere pienamente operativa la nuova Agenzia europea della guardia di frontiera e costiera.


Tre mesi dopo il varo dell'Agenzia sono stati conseguiti risultanti importanti, che includono la costituzione di una riserva di reazione rapida obbligatoria di guardie di frontiera e apparecchiature e la creazione di una nuova riserva per le squadre di intervento per il rimpatrio. Tali riserve possono essere dispiegate per sostenere gli Stati membri cui spetta in primis rafforzare il controllo alle frontiere esterne. L'Agenzia europea della guardia di frontiera e costiera ha dispiegato 1550 agenti per fornire sostegno agli Stati membri alle loro frontiere esterne, integrando le capacità nazionali esistenti, equivalenti a oltre 100mila guardie di frontiera. È la prima volta che gli Stati membri dell'Ue mettono in comune così tante risorse, ma lo svolgimento delle operazioni da parte dell'Agenzia europea della guardia di frontiera e costiera continua a presentare carenze, e gli Stati membri devono provvedere a porvi rimedio adeguatamente.


Attraverso gli investimenti congiunti e la partecipazione attiva nell'assicurare il prima possibile la piena operatività della guardia di frontiera e costiera europea, gli Stati membri manifestano concretamente il loro impegno a condividere le responsabilità e a dimostrare solidarietà nell'interesse comune. Gli Stati membri sono rappresentati nel consiglio di amministrazione dell'Agenzia.


La relazione fa il punto dei progressi compiuti per quanto riguarda le cinque priorità individuate ai fini di una rapida attuazione e approvate dagli Stati membri nella riunione del Consiglio "Giustizia e affari interni" dell'aprile 2016:


• messa in comune obbligatoria delle risorse per rafforzare la capacità di reazione rapida dell'Agenzia europea della guardia di frontiera e costiera: per rafforzare l'organico delle guardie nazionali di frontiera responsabili, dal 7 dicembre è stata messa a disposizione immediata dell'Agenzia una riserva di reazione rapida di 1 500 guardie di frontiera e altri agenti per fornire sostegno sul campo negli interventi immediati su richiesta degli Stati membri, insieme a una riserva di attrezzature di reazione rapida costituita da attrezzature quali imbarcazioni ed elicotteri per effettuare interventi rapidi alle frontiere. La capacità di reazione rapida va ad aggiungersi alle operazioni congiunte in corso dell'Agenzia e ad integrare le guardie nazionali di frontiera dispiegate dagli Stati membri responsabili;


• valutazioni preventive delle vulnerabilità: è stata adottata una metodologia comune per la valutazione delle vulnerabilità per valutare ogni anno la capacità degli Stati membri di affrontare le sfide alle frontiere esterne. Nel gennaio 2017 l'Agenzia europea della guardia di frontiera e costiera ha iniziato a raccogliere dati sulla capacità degli Stati membri di costituire la base e la chiave di riferimento per l'esecuzione di valutazioni delle vulnerabilità nel 2017;


• sostegno per i rimpatri: dal 7 gennaio 2017 sono disponibili tre nuove riserve costituite da 690 osservatori, scorte e esperti per i rimpatri, grazie alle quali l'Agenzia europea della guardia di frontiera e costiera sostiene gli Stati membri nelle attività di organizzazione e coordinamento delle operazioni di rimpatrio e nella cooperazione con i paesi terzi per il rimpatrio e la riammissione. L'Agenzia ha già intensificato in modo significativo le sue attività relative ai rimpatri. Dall'entrata in vigore del nuovo regolamento nell'ottobre 2016, l'Agenzia ha organizzato 78 operazioni di rimpatrio al fine di rimpatriare 3 421 migranti irregolari, numero superiore a quello dell'intero 2015 (totale 2016: 232 operazioni); La Commissione presenterà un piano d'azione riveduto sul rimpatrio nelle prossime settimane;


• istituzione di un meccanismo di denuncia: il 6 ottobre 2016 è stato istituito un meccanismo di denuncia per monitorare e assicurare il rispetto dei diritti fondamentali nelle attività svolte dall'Agenzia europea della guardia di frontiera e costiera;


• modello di accordo sullo status per la cooperazione operativa con paesi terzi prioritari: nell'ambito del nuovo mandato, l'Agenzia europea della guardia di frontiera e costiera è autorizzata a effettuare operazioni sul territorio dei paesi terzi confinanti previo accordo. Nel novembre 2016 la Commissione ha adottato un modello di accordo sullo status. La Commissione ha selezionato la Serbia e l'ex Repubblica jugoslava di Macedonia come paesi terzi prioritari e oggi ha chiesto al Consiglio di autorizzare l'avvio di negoziati con entrambi i paesi.


La relazione inoltre individua le azioni concrete e i prossimi passi da compiere per rendere pienamente operativa la guardia di frontiera e costiera europea e dotarla di tutti i mezzi necessari. Gli Stati membri devono provvedere affinché le risorse necessarie siano sempre messe a disposizione su richiesta dell'Agenzia europea della guardia di frontiera e costiera per l'esecuzione delle operazioni congiunte in corso e future e per il ricorso alle riserve obbligatorie ai fini degli interventi rapidi alle frontiere. Gli Stati membri devono inoltre dare un seguito agli esiti delle valutazioni delle vulnerabilità e ovviare rapidamente alle carenze individuate. In particolare, i primi risultati di questo lavoro devono essere utilizzati per far fronte in via prioritaria alle vulnerabilità più urgenti. Questo significa che nei prossimi mesi dovremo reagire alle vulnerabilità connesse alle principali sfide migratorie che ci troviamo ad affrontare.