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28 ottobre 2021, Aggiornato alle 22,17
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Grimaldi: siamo in tanti, nessun monopolio in Sicilia

L'armatore napoletano sottolinea che verso l'isola una metà del trasporto merci va su strada e ferrovia, l'altra è movimentata da quattro operatori. E torna a chiedere la fine dei contributi statali

(San p/Flickr)

Con riferimento ad alcuni articoli recentemente apparsi sulla stampa specializzata riguardo ad un possibile rischio di monopolio nei collegamenti verso la Sicilia, il gruppo Grimaldi ci tiene a precisare che le cose non stanno proprio così.

Uno scenario del genere potrebbe presentarsi qualora non fossero erogati i marebonus 2019 e 2020 (gli incentivi per caricare i mezzi pesanti sui traghetti, limitando la circolazione stradale) agli autotrasportatori a causa delle vicende finanziarie di un operatore concorrente.

Ad oggi, spiega Grimaldi, il traffico merci tra il continente e la Sicilia si svolge per la metà su strada e ferrovia attraverso lo Stretto di Messina, mentre l'altra metà è garantita dalle vie del mare, dove operano Grimaldi, Grandi Navi Veloci, Tirrenia-CIN e Caronte & Tourist. Una ripartizione del mercato che scongiura qualsiasi rischio di monopolio. «Inoltre - scrive in una nota l'armatore di Napoli - essendo tale mercato operato in libera concorrenza, qualora un operatore fosse costretto a ritirarsi vi sarebbe sempre la possibilità che il suo posto sia occupato da un nuovo player».

Più che i monopoli dei liberi imprenditori, sottolinea Grimaldi, c'è da intervenire sugli aiuti di Stato non proprio corretti. Bisognerebbe «riflettere sul fatto che un operatore presente sulla tratta ro-ro Ravenna-Brindisi-Catania riceve da anni oltre 10 milioni di euro di contributi statali annui, creando una concorrenza sleale con il suo diretto concorrente, il Gruppo Grimaldi, anch'esso operante sulla stessa tratta. Non è forse un bene per il concetto stesso di libera e sana concorrenza, nonché per le casse dello Stato, non erogare ad alcun operatore tali contributi statali? Oltre a rimuovere una palese distorsione della concorrenza, l'eliminazione del contributo statale avrebbe come effetto quello di eliminare una barriera all'entrata e facilitare l'ingresso di nuovi operatori nella tratta specifica».

«Le affermazioni di questi giorni sono ingenerose e ledono seriamente l'immagine del Gruppo Grimaldi, operatore che si batte da sempre per una libera e sana concorrenza, per il bene dell'autotrasporto, della Sicilia, del Paese intero. Infine, per quanto riguarda gli interrogativi, pure apparsi sui mezzi di stampa, circa il rapporto tra ALIS, il Comitato Centrale dell'Albo degli Autotrasportatori ed i suoi soci, è importante ricordare che l'Associazione presieduta dal democraticamente eletto Guido Grimaldi è nata con lo scopo di superare la concezione dell'associazionismo di vecchio stampo secondo la quale le varie modalità di trasporto devono operare in maniera contrapposta. In ALIS, infatti, si va oltre tale visione distorta riuscendo a stabilire una piena e trasversale collaborazione tra soci che rappresentano e operano con diverse modalità di trasporto, perseguendo gli interessi di una logistica sempre più integrata e multimodale».

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Tag: grimaldi - sicilia