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17 luglio 2024, Aggiornato alle 13,52
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Politiche marittime

Grimaldi (ICS): "L'arma politica dei dazi danneggia il libero scambio" | L'analisi

Le restrizioni al commercio pesano oltre 2 mila miliardi di dollari, l'equivalente del PIL del Canada. A Montreal l'International Chamber of Shipping ne discute con la Chamber of Marine Commerce

Il presidente dell'Internatioanl Chamber of Shipping, Emanuele Grimaldi (ics-shipping.org)

«Siamo in un momento critico per il settore del trasporto marittimo. Stiamo sperimentando una minaccia senza precedenti al libero scambio. Il numero di barriere unilaterali al commercio imposte dai paesi sta aumentando in modo esponenziale. Comprendo gli scopi di queste barriere ma la realtà è che il commercio viene sempre più utilizzato come un'arma mentre le nazioni cercano di ottenere maggiori vantaggi economici o raggiungere obiettivi politici». Lo ha affermato il presidente dell'International Chamber of Shipping, l'armatore Emanuele Grimaldi, durante una riunione tra l'International Chamber of Shipping (ICS) e la Chamber of Marine Commerce (CMC) del Canada tenutasi a Montreal il 13 giugno scorso, in cui hanno partecipato oltre 120 leader del settore provenienti da 90 organizzazioni e quasi 30 paesi diversi.

L'evento, dal titolo "Shaping the Future of Shipping Summit", si è concentrato sulle sfide e sui rischi per il commercio globale e sulla ricerca di soluzioni pragmatiche per garantire un settore marittimo robusto e resiliente. In cima all'agenda c'erano le questioni critiche che incidono sul settore marittimo, tra cui il maggiore protezionismo, i conflitti geopolitici globali, la decarbonizzazione e i futuri combustibili, nonché l'importanza dei marittimi. I leader del settore hanno invitato i governi a riconoscere gli impatti negativi che il crescente protezionismo sta avendo sul commercio globale.

Secondo uno studio dell'Harvard Kennedy School of Government del Massachusetts, commissionato dall'ICS, sono oltre 2 mila miliardi di dollari di importazioni mondiali ad essere colpite da vincoli commerciali come i dazi, l'equivale del PIL annuale del Canada. Lo studio rileva che l'eliminazione delle politiche commerciali restrittive come i dazi potrebbe stimolare l'economia globale di oltre tre punti percentuali. I paesi ad alto reddito potrebbero avere un aumento medio del 4,5 per cento nelle loro esportazioni di beni se allentassero le restrizioni tariffarie e non tariffarie sul commercio. Le economie in via di sviluppo registrerebbero un aumento ancora maggiore, pari al 7 per cento, se riducessero le restrizioni in modo "modesto ed equo.

Secondo l'ICS anche tasse ambientali come il sistema di scambio delle quote di carbonio (l'Emission Trading System-ETS dell'Unione europea, in cui lo shipping rientra da quest'anno) o il Carbon Border Adjustment Mechanism (CBAM), sempre in vigore nel mercato europeo, impattano negativamente sul libero scambio. «L'Europa e gli Stati Uniti - continua Grimaldi - stanno inoltre proponendo di imporre tariffe massicce sui veicoli elettrici prodotti in Cina, il tutto in un momento in cui chiediamo al mondo di passare alle auto elettriche. Alcuni negli Stati Uniti stanno addirittura prendendo in considerazione l'idea di imporre una tariffa sulle navi che fanno scalo nei porti statunitensi solo perché sono costruite in Cina. Naturalmente, i nostri operatori del settore delle navi cisterna devono gestire l'imposizione di sanzioni da parte dei governi in risposta al terribile attacco contro l'Ucraina da parte della Russia. L'ultima cosa di cui abbiamo bisogno in questo momento è una guerra commerciale, ma il protezionismo è in aumento». Per il presidente dell'ICS «le azioni unilaterali e protezionistiche di un paese, come i dazi, non solo non riescono a disincentivare gli atti, le politiche e le pratiche di altri paesi ma danneggiano anche la competitività nazionale dei mercati di importazione ed esportazione e aumentano i costi per i consumatori»,

«Il trasporto marittimo è responsabile del trasporto di merci per un valore di oltre 14 mila miliardi di dollari ogni anno», continua Grimaldi, «e ogni barriera commerciale posta sul trasporto marittimo ha un effetto amplificante che ha un impatto negativo sul commercio globale e, in ultima analisi, riduce la crescita per tutti. Il fallimento di istituzioni globali come l'Organizzazione Mondiale del Commercio aggrava ulteriormente questo problema. Abbiamo bisogno di istituzioni forti per facilitare il commercio efficiente ed economicamente vantaggioso tra le nazioni».

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Tag: economia