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22 maggio 2019, Aggiornato alle 13,57
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Grande America, al lavoro su un relitto a 4,600 metri di profondità

Due navi specializzate sono sul posto a prevenire fuoriuscite di carburante e a recuperare container. Si lavora a una spedizione sottomarina

Un remotely operated underwater vehicle (Phoenix International)

Quante merci c'erano a bordo di Grande America, la con-ro del gruppo Grimaldi affondata a 150 miglia dalle coste francesi, in acque internazionali? Cosa stanno facendo le autorità in questi giorni per prevenire fuoriuscite di carburante e recuperare i container galleggianti? Il gruppo napoletano fa il punto della situazione a due giorni dall'affondamento.

L'ambiente
Grimaldi ha inviato sul luogo del naufragio la nave specializzata Union Lynx che sta monitorando un'eventuale fuoriuscita di carburante e sta organizzando il recupero dei container galleggianti. Un gruppo di esperti nel campo dei sinistri marittimi e della prevenzione dell'inquinamento, nominati da Grimaldi, è a Brest per monitorare la situazione e consigliare ulteriori misure, sempre in coordinamento con le autorità francesi. In accordo con le autorità francesi, Grimaldi effettuerà un'indagine sottomarina del relitto, sprofondato per 4,600 metri, mediante la nave Pourquoi Pas, dotata di un remotely operated vessel, un sottomarino a comando remoto.

La merce
In totale i veicoli a bordo erano 2,210, di cui 1,298 nuovi. I contenitori a bordo erano 365, di cui 247 stivati sul ponte superiore esterno e i restanti sul ponte più basso. Più di tre quarti di questo carico era destinato al Sud America, il resto all'Africa Occidentale, principalmente a Casablanca. I contenitori con carico pericoloso secondo la classificazione dell'International Maritime Organisation erano 45, di cui 34 stivati sul ponte superiore e il resto all'interno della nave. Su questi contenitori Grimaldi ci tiene a precisare che è in atto da tempo «una politica molto severa, ben oltre i requisiti di classe per questo tipo di nave, con oltre 100 tipologie di merci espressamente vietate (inclusi esplosivi, materiali radioattivi, corrosivi e tossici, ecc.)».

Le destinazioni
Al momento dell'incidente, Grande America aveva a bordo un carico composto da rotabili, container e alcune merci generiche, caricate ad Anversa ed Amburgo con destinazione Casablanca (Marocco), Dakar (Senegal), Conakry (Guinea), i porti brasiliani di Suape, Vitoria, Rio de Janeiro, Santos e Paranagua, nonché Zarate (Argentina) e Montevideo (Uruguay).

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