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Porto di Napoli
17 gennaio 2019, Aggiornato alle 14,03
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Infrastrutture

Gioia Tauro, l'autorità  portuale: "Cosa vuole fare Medcenter?"

L'Autorità portuale si chiede dove siano gli investimenti annunciati e chiede un dossier


L'Autorità portuale di Gioia Tauro (quello calabro è l'unico sistema portuale non ancora riformato) ha sollecitato la società concessionaria Medcenter Container Terminal (MCT) alla trasmissione completa della documentazione per valutare la capacità della società del gruppo Contship Italia di far fronte agli «indifferibili - e più volte annunciati - investimenti per il rilancio del terminal». Annunci «ad oggi – scrive l'ente portuale in una nota - mai documentati o altrimenti corroborati da piani di impresa concreti, finalmente coerenti con gli ingentissimi interventi infrastrutturali di questa Autorità portuale».

Ancora in alto mare l'operatività occupazionale dello scalo. A fine gennaio i sindacati lamentavano la mancata realizzazione dell'Accordo quadro di aprile dell'anno scorso, dove si prevedono investimenti su ferrovie, bacini di carenaggio e una Zona economica speciale, quest'ultima con un quadro normativo completato di recente. A fine febbraio MCT ha inviato allo Stato, fa sapere l'authority, «una mera comunicazione recante dichiarazioni di intenti su non meglio declinati investimenti», senza offrire «riscontro a quanto richiesto dall'Ente in prosieguo di tempo per lo svolgimento della attività di verifica di competenza». Insomma, l'Autorità portuale di Gioia Tauro chiede a MCT cifre nero su bianco su occupazione e produzione, «un dettagliato cronoprogramma degli investimenti da effettuare in coerenza con le previsioni contabili societarie, corroborato da atti e documenti attestanti in modo incontrovertibile gli impegni assunti dal management societario in tale direzione».

L'authority conclude bacchettando MCT anche sulla crisi complessiva del trasbordo. Il settore ha già «registrato un'importante ripresa, grazie a politiche aziendali di investimento per rendere ancor più attrattivi i propri terminal e i servizi, con scelte orientate alla ricerca ed al consolidamento di relazioni commerciali con gli armatori che operano a livello mondiale». «Per questo – conclude - l'Autorità portuale ha chiaramente necessità indefettibile di avere una visione prospettica delle scelte aziendali e degli investimenti, ivi comprese le riconnesse risorse finanziarie funzionali all'uopo, che non possono ridursi a mere lettere di intenti quale è apparsa quella con cui la Società avrebbe fornito le "informazioni richieste", e che soprattutto non sono più in alcun modo differibili a garanzia di un effettivo rilancio del terminal gestito, in un'ottica di reale perseguimento dell'interesse pubblico ad esso sotteso».