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02 dicembre 2022, Aggiornato alle 17,37
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Politiche marittime

Genova e Savona, dai porti 110 mila occupati

L'impatto del diretto e dell'indotto fa del sistema il polo industriale più importante della Liguria. L'Autorità di sistema portuale presenta il bilancio di sostenibilità 2021

Il porto di Savona (raffaele sergi/Flickr)

70 mila posti di lavoro generati, più altri 50 mila dall'indotto. È l'impatto economico sul territorio regionale dei porti di Genova e Savona, contenuto nei numeri del bilancio di sostenibilità 2021 dell'Autorità di sistema portuale della Liguria Occidentale, presentato mercoledì a Genova, nella sede dell'autorità portuale, dal coordinatore del gruppo di lavoro dell'autorità portule, Alberto Pozzobon.

Leggi il report di sostenibilità nel dettaglio

L'Autorità di sistema portuale di Genova e Savona sta vivendo una fase complessa e sfidante: è in corso un piano di rinnovamento e trasformazione dei porti che comprende interventi infrastrutturali e tecnologici per oltre 3 miliardi di euro, mirati a coniugare competitività degli scali e vivibilità delle città, sviluppo economico e tutela dell'ambiente. Un piano che punta alla crescita sostenibile.

«Per i nostri porti di domani – spiega Pil presidente dell'autorità portuale, Paolo Emilio Signorini - abbiamo scelto tre parole chiave: connected, green e smart ports che riflettono le priorità strategiche del nostro lavoro: accessibilità via mare e via terra, transizione energetica, innovazione e digitalizzazione. Questi sono i pilastri su cui vogliamo costruire un sistema portuale più robusto e ben integrato con l'industria e imercati italiani ed europei, dove gli operatori possono investire per sviluppare il loro business e portare nuove attività e ricchezza, ma anche un sistema armonicamente inserito nel territorio, in grado di contribuire positivamente alla tutela dell'ambiente ed al contrasto dei cambiamenti climatici».

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