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16 luglio 2020, Aggiornato alle 16,00
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Gas, celle, offshore: Fincantieri ed Eni rinnovano partnership energetica

Power plant modulari, trasporto e "bunkerizzazione" di idrogeno, metano e gas. Le due eccellenze italiane continueranno a collaborare ancora per diversi anni

Il render di un power plant fotovoltaico in mare aperto (adalidda.com)

Eni e Fincantieri estendono la durata della loro collaborazione in ambito energetico rinnovando una joint che va avanti dal 2017. Continueranno a progettare e costruire per i prossimi anni tecnologie di decarbonizzazione e produzione energetica a basso impatto ambientale, navi mercantili capaci di viaggiare con carburante nuovo, produzione energetica di massa su impianti offshore particolari. Tutto contenuto in un nuovo memorandum firmato oggi dagli amministratori delegati di Eni e Fincantieri, rispettivamente Claudio Descalzi e Giuseppe Bono.

Le attività si concentreranno sulla produzione di energia dai rifiuti; sulla produzione, l'approviggionamento e la "bunkerizzazione" del gas naturale liquefatto, del metanolo e dell'idrogeno in ambito marittimo; sulla progettazione e produzione delle celle a combustibile e, infine, sulla produzione di energia rinnovabile da impianti off-shore.

Negli ultimi tre anni Eni e Fincantieri hanno sviluppato diversi concept. Tra questi, applicando brevetti dell'azienda navalmeccanica e le tecnologie della società energetica, due tipi di piattaforme offshore, battezzate floating independent power plant e floating gas to methanol, con particolari strutture modulari.

«Stiamo lavorando alla transizione energetica fornendo energia in maniera redditizia e, al contempo, ottenendo un'importante riduzione dell'impronta carbonica», commenta Descalzi. «Nel mix produttivo di Eni – continua - il gas, la fonte di energia fossile a più basso impatto emissivo, rappresenterà una componente crescente nei prossimi anni: il 60 per cento nel 2025 e addirittura l'85 per cento nel 2050. In questo percorso Fincantieri rappresenta un partner di eccellenza strategica». Anche per Bono la collaborazione ha un alto impatto per lo sviluppo energetico del Paese, «perché esplora un ambito essenziale come quello dello sviluppo sostenibile». Un percorso, conclude l'amministratore delegato di Fincantieri, «che ha già portato alla nascita di molteplici progetti in grado di consolidare il primato tecnologico che ha permesso alle nostre società di ottenere affermazioni importanti a livello globale».

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