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17 settembre 2021, Aggiornato alle 08,15
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Fondi green ports, Confetra: "Non c'è coordinamento"

Secondo l'associazione del Cnel i 280 milioni sono senza una mappatura degli investimenti e non dovrebbero essere intermediati dalle autorità portuali


Per il presidente di Confetra, Guido Nicolini, i 270 milioni di euro erogati dal governo e destinati a una ventina di porti per progetti logistici sostenibili non sono stati erogati nel modo giusto: senza coordinamento, ponendo le autorità portuali come intermediari e senza coinvolgere la sua associazione, accreditata al Cnel.

Per la precisione sono quasi 280 milioni, erogati dal ministero della Transizione ecologica e destinati agli investimenti privati dei concessionari portuali. Prevedono un contributo fino al 40 per cento per il rinnovo dell'equipment di piazzali, magazzini e terminal all'insegna di mezzi più sostenibili e meno impattanti dal punto di vista ambientale. «Ottima l'intenzione, ma non si capisce perché questi contributi debbano essere intermediati dalle autorità di sistema portuale», secondo Nicolini. «Tra l'altro Assoporti non ci ha convocato ad alcun tavolo, non esiste una ricognizione condivisa del fabbisogno di innovazione tecnologica in banchina, non c'è una mappatura degli investimenti privati già in corso, e manca anche un orientamento nazionale sui possibili nuovi layout portuali tech&green da sostenere eventualmente con policy di incentivi e agevolazioni. Entro 45 giorni si dovrebbero presentare piani di investimenti, cosa impossibile se ci si aspetta proposte serie, con un bando tra l'altro pubblicato a ridosso di Ferragosto. Rivolgo un appello al ministro Cingolani e al governo: se vogliamo che davvero il Paese sfrutti tutte le risorse del PNRR, e che esse generino
anche investimenti privati complementari e aggiuntivi, occorre lavorare insieme, con metodo e per tempo».

Tag: ambiente