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28 luglio 2021, Aggiornato alle 16,09
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Flotta italiana si snellisce, ma il settore ro-ro è in salute. Lo studio Confitarma

La progressiva diminuzione delle navi nazionali è cominciata nel 2014


Una flotta che si snellisce da alcuni anni, ma ancora in grado di competere con le più importanti nazioni impegnate sui mari del mondo con navi merci e passeggeri, soprattutto nel settore traghetti.  È quanto emerge dallo studio Confitarma sulla flotta mercantile italiana, presentato in occasione dell'assemblea dei soci tenuta ieri in video conferenza. Nel 2020, si evince dall'indagine degli armatori, erano attive 1.334 navi di proprietà italiana, il 2,6% in meno rispetto alle 1.370 del 2019. Una riduzione progressiva del numero delle unità è cominciata nel 2014. Il calo più significativo nell'ultimo anno si è avuto nel settore delle navi da carico liquido (-6%), in particolare nell'ambito delle chimichiere (-9,6%). Le navi da carico secco si sono ridotte solo del 3,2%, ma le portarinfuse (-12,2%) hanno subito un taglio considerevole. In controtendenza i traghetti ro-ro che sono invece aumentati nel 2020 del 2,6%, con il 6,3% di capacità in più rispetto al 2019.

Quella italiana si conferma una delle principali flotte mondiali di navi traghetto e di gran lunga quella con il maggiore gross tonnage – GT (stazza lorda). Nel 2020 si contavano 192 unità passeggeri e ro-ro e 68 solo ro-ro cargo, per un totale di 260 navi e 5,3 milioni di gross tonnage. Come numero di navi, ci superano solo l'Indonesia con 383 (ma solo 1,1 GT di carico), il Giappone con 353 unità (circa 1,8 GT) e la Norvegia con 319 (1,1 GT).

Lo studio Confitarma prende in esame anche il movimento di merci e passeggeri nei principali porti italiani. Nel 2020 sono state movimentate merci per un totale di circa 441 milioni di tonnellate, il 10% in meno rispetto al 2019. Calo significativo delle rinfuse secche (-17%), mentre il settore container ha guadagnato il 3%. I passeggeri, ovviamente a causa della pandemia, sono diminuiti nell'ultimo anno del 52%, con una quasi cancellazione dei crocieristi (-95%) e una perdita più contenuta dei passeggeri locali (-41%).
 

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