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01 ottobre 2020, Aggiornato alle 18,41
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Politiche marittime

Ferry e Crociere, le buone pratiche Espo

Studio sulla realtà dei porti specializzati in questo traffico. Devono vedersela con una difficile relazione porto-città, la fame di infrastrutture e la sicurezza

L'European Sea Ports Organization (Espo) ha presentato il 2 giugno, nel corso della propria conferenza annuale, il "Codice Espo di buona pratiche per i porti crocieristi e passeggeri". È stato redatto dai membri nazionali dell'associazione (l'Italia è presente con Assoporti) unitamente a Cruise Baltic, Cruise Europe, Cruise Norway, MedCruise e Cruise Britain, i quali si sono uniti al network dei porti crocieristi e passeggeri a settembre 2014.
 
Il Codice ha identificato cinque sfide tipiche che si ritrovano ad affrontare i porti che movimentano sia passeggeri di cabotaggio che provenienti dalle navi da crociera
• Relazione porto-città
• Infrastrutture
• Cooperazione
• Relazioni con le linee 
• Sicurezza

«Oltre a essere una pubblicazione da condividere tra le autorità portuali europee (che proprio Espo negli stessi giorni ne ha analizzato la governance in uno studio, ndr), il codice può anche essere visto quale strumento per migliorare il dialogo con tutti gli stakeholder interessati al settore delle crociere e dei traghetti», spiega Espo in una nota. «Inoltre – conclude -, questo codice deve informare coloro che si occupano delle politiche del settore, oltre al pubblico in generale, su quali siano le caratteristiche, le sfide e le iniziative messe in campo dalle autorità Portuali europee». 
 
Nella foto, Sint Maarten, Caraibi