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30 luglio 2021, Aggiornato alle 18,09
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Politiche marittime

Ferrovie e zone franche, quasi due miliardi ai porti del Sud Italia

Agli Stati generali della logistica di Confetra la ministra Carfagna ricorda le risorse in arrivo dal Pnrr, utili allo sviluppo ferroviario, alle zone economiche speciali e al cold ironing

Mara Carfagna, ministra per il Sud (Università Bicocca/Flickr)

630 milioni nei prossimi cinque anni per avviare le famigerate zone economiche speciali. 1,2 miliardi per i porti del Meridione d'Italia, utili a rafforzarli soprattutto ferroviariamente, ma anche per sperimentare l'elettrificazione delle banchine per far allacciare le navi in sosta, il cosiddetto cold ironing. Sono tanti soldi, la maggior parte dei quali proviene dal Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) approvato recentemente dalla Commissione europea.

Risorse, di cui quelle per le Zes già previste da mesi, che la ministra per il Sud e la coesione territoriale, Mara Carfagna, ha riassunto e commentato oggi, in remoto, agli "Stati generali della logistica e del Mezzogiorno" organizzati da Confetra e tenutisi a Napoli.

Zone Economiche Speciali «incomprensibilmente ignorate nel testo che abbiamo ereditato dal governo precedente», ha detto Carfagna. «Oltre agli investimenti pubblici diretti – ha continuato - si devono aggiungere la loro semplificazione grazie alla riforma prevista dal PNRR e inserita nel recente decreto Semplificazioni».

Quasi due miliardi da spendere per i porti, oltre alle Zes e al cold ironing serviranno soprattutto per sviluppare le reti ferroviarie, l'alta velocità e l'alta capacità, connettendo meglio il Meridione al resto d'Europa, «in attesa di avviare anche la progettazione definitiva e la realizzazione del Ponte sullo Stretto di Messina», si augura Carfagna.

«L'allargamento del canale di Suez, la crescita della manifattura in Nord Africa, la fine della guerra dei dazi tra Stati Uniti e Cina, e con l'Unione europea; la fine della pandemia. Sono fattori che potranno trasformarsi in opportunità per i cittadini e le imprese del Mezzogiorno», ha concluso la ministra per il Sud.

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