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04 luglio 2020, Aggiornato alle 15,15
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Federagenti e Confitarma contro il nuovo Registro

Gli effetti "perversi" del ddl Cociancich spiegati da Gian Enzo Duci ed Emanuele Grimaldi


Senza sgravi fiscali se non imbarcando solo personale comunitario, la flotta passeggeri e rotabili iscritta al Registro internazionale italiano rischia di vedersi perdere l'occupazione nazionale. È questo "l'effetto Cociancich" temuto da armatori e agenti marittimi, contrari al ddl varato a luglio (che prende il nome del relatore, il senatore del Pd Roberto Cociancich) che limita i benefici fiscali del Registro internazionale alle sole navi che imbarcano in via esclusiva equipaggi italiani o comunitari. L'effetto «perverso», come sottolinea il presidente Federagenti Gian Enzo Duci, risiede nella concorrenza sleale che si verrebbe a creare. «Oggi in Italia sono ammesse tutte le navi comunitarie che fanno cabotaggio continentale e consecutivo [che tocca porti esteri, oltre a quelli italiani], secondo le regole di equipaggio della rispettiva bandiera, perciò in regime di assoluta concorrenza», spiega al Sole 24 Ore il presidente Federagenti. Ora, secondo una parte del cluster marittimo, con l'arrivo del "ddl Cociancich" le cose potrebbero cambiare per la flotta battente bandiera italiana.

Dal 1998 al ddl Cociancich
Il Registro internazionale italiano creato nel 1998 ha permesso, tra le altre cose, di invertire il fenomeno del flagging out delle navi italiane verso bandiere estere, le quali permettono di avere meno costi di gestione (un po' come spostare un patrimonio verso banche estere meno costose). Il Registro, su questo il cluster marittimo italiano è unanime, ha rafforzato negli anni la flotta italiana mantenendola stabile nei periodi di crisi incentivando gli armatori italiani a restare con la bandiera nazionale e a imbarcare personale italiano in cambio di sgravi fiscali. Inoltre, per le compagnie di cabotaggio nazionali che navigano oltre le 100 miglia, c'era, sulla base di accordi sindacali, la possibilità di imbarcare anche personale extracomunitario. A fine luglio il "ddl Cociancich" ha modificato i parametri del Registro impostando gli sgravi fiscali alle navi italiane di cabotaggio che imbarcano solo personale comunitario, indipendentemente dalle miglia percorse.

L'effetto perverso
Il ragionamento di Federagenti e di Confitarma sugli effetti di questa modifica è il seguente. Si pensi a una nave passeggeri con bandiera non italiana ma comunitaria "di comodo" (Malta, Cipro, Gibilterra, per esempio) che entra in competizione con una italiana su una rotta che collega la penisola al Mediterraneo orientale: la prima avrà un'indubbia superiorità competitiva sulla seconda visto che avrà più libertà di gestione del personale imbarcato. «Per essere competitivi sul mercato internazionale occorre operare alle condizioni della concorrenza. E senza competitività non vi è occupazione», spiega il presidente Confitarma Emanuele Grimaldi. «L'effetto perverso che la nuova norma può produrre è il rischio di spingere alcune compagnie italiane a cambiare bandiera comunitaria per liberarsi da tutti i vincoli. Il che, paradossalmente, porterebbe a perdere, anziché salvaguardare, posti di lavoro per i marittimi italiani».

Nella foto in alto, Cociancich insieme al senatore del Pd Luciano Pizzetti e al ministro delle riforme Maria Elena Boschi